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IL GRATTA E VINCI

Due carabinieri conducono un soggetto tratto in arresto in udienza davanti al Giudice, ma siccome i tempi d’attesa sono interminabili, ad un certo punto decidono di prendere assieme un caffè al bar del Tribunale. Mentre erano lì, decidono di comprare un “gratta e vinci” e dicono al’uomo: “Se vinciamo, il 10% te lo regaliamo!”. Grattano ..e vincono 200 euro e l’arrestato, rivolgendosi al militare più anziano: “Marescià, fuss semp accussì, m’ faciss arr’stà tutti i juorn!”..

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SOUFFLE’ DI ZUCCA E CIOCCOLATO

Ed ora passiamo ad altra roba seria, di quelle che con un clima uggioso come questo, verrebbe da provare subito..

Ingredienti: 60 gr polpa di zucca, 5 cucchiai cacao amaro in polvere, 4 uova grandi, 100 gr burro, 100 gr zucchero di canna, 1 cucchiaio di farina bianca 00, mezzo baccello di vaniglia, sale. Per la salsa: 30 ml panna fresca e 60 gr cioccolato extrafondente.

Sbattete ben bene i tuorli, poi unite lo zucchero di canna, la farina, i semi estratti dal baccello di vaniglia ed un pizzico di sale. Aggiungete il cacao ed il burro fuso, e mettete da parte. Affettate la zucca a fette da mezzo cm ed infornatela a 180° per 25 minuti, poi frullatela ed unitela al cioccolato.

Intanto, sbatette a neve gli albumi con il solito pizzichino di sale che serve per farli venire ben fermi ed unite delicatamente il composto alla zucca. Imburrate e cospargete di zucchero gli stampini, poi versatevi il composto e cuocete a 200° per 20-25 minuti.

A bagnomria, fondete la panna con il cioccolato e, una volta sfornato il soufflè, accompagnatelo con questa gustosa salsa.

Fonte: rivista “Prèmiaty”, n. 4 2012

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2012 in Uncategorized

 

COMPOSTA DI ZUCCA, UVETTA E ZENZERO

Vi ho recuperato qualche bella ricetta a base di zucca, visto che finalmente stanno tornando sui banchi del fruttarolo! Ecco la prima..

Si tratta di una composta, pertanto può essere gustata su del pane a colazione, ma anche su formaggi dal gusto deciso.

Prendete una ciotola e metteteci 3 cucchiai di uvetta, poi aggiungeteci un bicchierino di grappa e lasciate macerare per una decina di minuti. Francamente, però, io ci metterei il limoncello al posto della grappa.. Tocca provare entrambe le varianti e decidere qual’è la più conveniente. In una pentola, scaldate un pò di acqua con un cucchiaino di sale e cuoceteci dentro 1,3 kg di zucca fatta a cubetti a fuoco moderato. A parte, preparate dello sciroppo con 700 g di zucchero e 200 ml di acqua e, una volta pronto, scolate la zucca ed unitela allo sciroppo, aggiungendovi anche il succo di 2 limoni. Cuocete il tutto a fuoco basso per 40 minuti, a termine dei quali aggiungerete la scorza grattuggiata dei limoni, una spolverata di noce moscata ed un pizzico di zenzero. Continuate a cuocere ancora per 30 minuti, poi aggiungete l’uvetta e la grappa (o il limoncello?). Ancora altri 15 minuti sul fuoco, mescolando freuentemente, al termine dei quali disporrete la composta nei vasetti, lasciandoli a riposo per 15 giorni prima di iniziare a gustarli.

Fonte: rivista “Prèmiati”, n. 4 2012

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2012 in Ricette

 

PRODOTTI CONAD: QUALITA’ A PREZZI CONTENUTII

Vi assicuro che non recepirò un solo centesimo per questa pubblicità, per cui vi credo di prendere davvero per buono quello che sto per dirvi. E fare almeno una prova. Se vivete in un posto in cui c’è un supermercato CONAD, provate ad acquistare tutti i prodotti con quel marchio. Del resto, girando tra gli scaffali vi accorgerete che hanno rifatto praticamente quasi tutto, dandovi la possibilità, almeno per fare solo una prova, di sostituire la pienezza del carrello anzichè con prodotti di marca, con gli omologhi con marchio CONAD. Una volta a casa, usandoli o mangiandoli, vi accorgerete che non differiscono di molto rispetto ai cugini griffati, ma che il saldo è venuto di gran lunga meno del solito.

Da una verifica dei partners del marchio, poi, si può facilmente constatare che non si sta parlando di sottomarche da discount di periferia. E siccome ritengo che in peeriodi di magra come questo sia, comunque, importante non rinunciare alla qualità, quello offertoci da CONAD è davvero un ottimo compromesso.

Un solo consiglio …ma questo vale per qualunque spesa da farsi in qualsiasi posto: portate sempre con voi la lista della spesa ed attenetevi a quella, senza farvi prendere dalla curiosità, dalle promozioni (che nel caso di CONAD sono sempre tante) o dal crampo allo stomaco che vi coglie in quel momento..

We, fatemi sapere com’è andata, eh! Mi raccomando..

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2012 in Come la penso su...

 

IL VERO CRIMINE CHE QUESTI POLITICI HANNO COMMESSO

Ci hanno fatto un male cane, ma in pochi hanno capito veramente il perchè. Ragazzi ..i buchi nei bilanci, prima o poi, potranno esser ripianati. Si potrà legiferare in modo da risarcire le falle di sistema. Potranno andarne a casa alcuni ed arrivarne altri al loro posto.

Ma c’è una cosa, purtroppo, che difficilmente si rialzerà, ed è il livello della nostra moralità. Mi spiego meglio: vi ricordate quando, un pò di anni fa l’allora Ministro De Michelis fece scalpore perchè …nientepopodimeno.. amava andare a ballare in discoteca? Con i soldi suoi, eh!, mica con quelli del partito! Eppure questa cosa fece tanto rumore. Ed eravamo alla fine degli anni Ottanta, mica un secolo fa.. E poi, vi ricordate di quando l’Onorevole Mele si fece beccare in una stanza d’albergo a gorgheggiare con una prostituta a cui aveva ceduto della cocaina e che aveva avuto, poi, il cattivo gusto di sentirsi male e gettarlo davvero in un mare di guai? La cosa ci lasciò allibiti. Ed era appena il 2007.

Beh, sono bastati pochi anni, solo una manciata di mesi, per farci arrivare a far spallucce davanti ad un Presidente di Consiglio che si fa fare il solletico da una minorenne e che tira in ballo il suo potere prendendo per il culo un Questore. Scuotiamo la testa se una come la Minetti di giorno fa il Consigliere e di notte si trasforma nella Maitresse di un grande bordello. Ci soffermiamo ad immaginare, ma senza poi troppo sdegno, Fiorito che balla con una maschera da porco, anche se in fondo non è che occorra poi troppa fantasia..

Insomma… voglio dire: il perduto livello di moralità non ce lo restituirà nessuno. Quel senso opportuno del pudore, quello che ci faceva arrossire e vergognare per chi era stato scoperto a far cose che non si dovrebbero fare, che le persone normali non fanno. Se tutto ci sembra sopportabile, da qui a raschiare il fondo sarà un attimo. Perchè tutto può essere ripristinato, rimesso a posto, tranne il senso delle cose.

Nonostante, però, la brutta prospettiva, voglio ancora sperare ch un domani mio figlio, sfogliando un libro di Storia, possa chiedermi: “Mamma, ma è vero che tra alcune Ministre – Gelmini, Brambilla, Carfagna – messe da Berlusconi in Parlamento era intercorsa una telefonata in cui l’una tentava di spiegare all’altra la miglior tecnica per avere un rapporto orale con il Presidente in modo da non crergli problemi alla prostata?”. Arrossirei, e mentendogli probabilmente risponderei che no.. non ricordo affatto una roba del genere. Ma gioirei del suo stupore, perchè significherebbe che la sua generazione avrà recuperato un pò della moralità che sti bastardi hanno messo sotto i piedi. Pisciandoci sopra.

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2012 in Come la penso su...

 

LE FOTO NELLE CASE

Non sono mai riuscita a mettere una foto esposta in casa mia. Mai. Nè quelle di quando ero piccola e giacevo, sorridente e ignara, con la patatina in bella mostra, nè di quando mi sono sposata e nè, addirittura, dei miei bambini. La sola idea di rivedere diversi, in quegli scatti, sia me che i miei cari mi crea ansia. E il bello è che proprio non capisco come, invece, l’ansia non venga a quelli che, invece, riproducono una sorta di piccolo museo su una mensola o su un tavolino o una credenza. Mia madre, per esempio, ha sistemato diverse foto su un pianoforte, in casa sua. In principio c’era una bella foto di me con una cuginetta e poi un’altra con mia nonna. Poi mia nonna è morta, e anche i nonni sono morti, e ora che è morta anche l’ultima nonna, c’è anche una foto di lei con il nonno, che era già morto da anni e ne aveva anche una lui da solo; e a tutti loro è stata aggiunta una foto di mio suocero, morto pure lui. Allora ho pregato mia madre di levarmi via da lì, perchè ogni volta che mi capita il colpo d’occhio mi viene il freddo: per sorridere da una foto del passato a quanti vorranno ricordarmi voglio sperare ci sarà sempre tempo..

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2012 in Come la penso su...

 

PORTATE I VOSTRI FIGLI A VISITARE LA CASA DI..

..Garibaldi. Ve lo consiglio vivamente. A Caprera, un’isolotto collegato a La Maddalena da una lingua di asfalto.

Non vi sta parlando una vibrata da profondo sentimento patriottico. Certe volte mi chiedo cosa sarebbe stato del nostro Bel Paese se non si fosse perseguita l’Unità e altre, quando esagero con i pensieri, arrivo a chiedermi se unire popoli tanto diversi sia stato davvero un bene. Liberarli dal nemico, sì; ma unirli?

Quindi, tralasciando queste sgangherate riflessioni, torniamo alla casa di Garibaldi e a questa tanto discussa figura. Purtroppo, è un dato di fatto che se si chiede oggi ad un adolescente chi sia Garibaldi, c’è una buona percentuale di possibilità che risponda “E’ quello della pubblicità della TIM”. In tal caso, siete autorizzati a prenderlo a sberle. Altra possibilità è che guardando la pubblicità della TIM e chiedendo all’adolescente chi sia quel personaggio, vi risponda “Boh!”. corcatelo di mazzate, che se le merita tutte.

Dicevamo, dunque, della casa di Garibaldi. Varcando quella soglia, come per magia.. per alchimia.. si viene proiettati nel passato di quell’uomo, così ..progressita.. per quei tempi, ma anche per i nostri. Ma non voglio anticiparvi nulla. Quello che, però, pi di tutto mi ha colpita è quell’aria di tenacia, di caparbietà, di forza di volontà, di desiderio e determinazione nel perseguimento di un obiettivo. Tutti sentimenti che, purtroppo, i nostri ragazzi di oggi non sanno neppure dove stanno di casa. Ed è per questo che tocca portarli a visitare la casa di Garibaldi!

Una piccola riflessione. Anche ai tempi di Garibaldi, proprio come oggi, le donne erano le vere Comandanti tra le quattro mura domestiche. L’Eroe dei Due mondi, Mille uomini al seguito e mille battaglie combattute, ferite di guerra, freddo e fame a temprare quest’uomo, che poi è stato miseramente condizionato dal volere della sua seconda moglie, Francesca, una torinese tutta impettita e con una faccia tutt’altro che simpatica. Mo, io dico.. no?.. mica Francesca aveva un qualche motivo per avercela con Anita, la prima moglie di Giuseppe, per altro morta e sepolta già da un bel pezzo! La loro non era una storia competitiva con il fantasma di una che poteva tornare a metterci tra loro lo zampino; al massimo, il fantasma di Anita poteva tornare a tirarle i piedi dentro al letto durante la notte, ma nulla di più. Eppure, quell’arcigna tant’ha detto, tant’ha fatto, che in nessun modo ha permesso che le ceneri di Anita e quelle di qualche altro figlio defunto di lei e Giuseppe venissero accostate alla tomba di quel pover’uomo E lui, rassegnato, giace lì, con accanto i due figli avuti da Francesca e da lei stessa, che evidentemente veglia pure da morta sul sonno del marito.. Poveraccio.

 
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Pubblicato da su 8 luglio 2012 in Come la penso su...