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EVVIVA LA COSTIERA AMALFITANA!

Non ci sei ancora stato? E’ fondamentale che tu ci vada, perchè non si può rischiare di morire senza prima averla vista. Ma qualche piccolo suggerimento ti consentirà di trascorrerci delle giornate meravigliose. Qualche piccolo suggerimento e… una bella botta di cuxx! Nel senso che il clima dev’essere dalla vostra parte e non fare scherzi, ma tanto potrebbe farne anche in pieno luglio.

Iniziamo. Quando andare? Credo potrebbe andare bene anche verso i primi di giugno, o dalla seconda settimana di settembre, anche se oggettivamente si rischia di più. Noi, grazie al Cielo, siamo stati davvero fortunati, e nonostante pensavamo di fare solo una passeggiata culturale, il bagno a mare è stato possibile nonostante fossimo già a fine settembre.

Dove alloggiare. Dipende, se avete bambini al seguito o no. Se ne avete, meglio scegliere un posto in piano, che funga un pò da “base logistica”, seppue non si tratti del più suggestivo. Noi siamo stati a Maiori, che come paese non è certo il più suggestivo, ma fa ugualmente bene la sua porca figura. Più esattamente, abbiamo avuto la fortuna di trovare un b&b, di nome Galatea – www.bbgalatea.it – collocato a soli 50 m dal mare, posto in piano (quindi niente scale nè ascensori su cui caricarsi mucchi di roba e di valige), pulito, deliziosissimo, con angolo cottura, soprattutto per preparare pappe e biberon, alla modica somma di 50 € a camera a notte, cioè esattamente la metà di quanto sarebbe costato appena due settimane prima.

Come muoversi. Dimenticatevi la macchina. In costiera c’è una rete di pullman di linea che collegano tutti i paesi, davvero comoda. Anche perchè guidare su per quella stradina minuscola non solo non è semplice, ma non è gratificante, perchè impegnati nella guida, non potreste godervi lo splendido panorama. Ovviamente, oltre ai pullman sarebbe d’obbligo programmare almeno una tratta via mare, così la visuale su quel paradiso sarà davvero a 360°.

Cosa visitare. In ordine di “passione” e sconvolgimento sensoriale, metterei al primo posto Positano: una bomboniera, con un ricamo di pergolati da cui penzolano boughenville fiorite, molto curata, con colori brillanti e unici. Anche Ravello è deliziosa, e la metterei al secondo posto, solo che, non essendo sul mare, diciamo che è una bomboniera che potrebbe essere collocata ovunque, e non necessariamente in Costiera. Resta, comunque, il fatto che è bellissima, tanto da essere una delle cornici prescelte per i matrimoni di tanti ricconi stranieri. Amalfi è bella, ma se devo dirvi che mi ha fatta impazzire …no, proprio non posso. E’ certamente suggestiva, con i suoi vicoli deliziosi, ma il mio pezzo di cuore è rimasto a Positano. Stessa cosa dicasi per Vietri, che mi è sembrata un pò… sudicia; e, infatti, mi hanno confermato che da un pò non è più la perla di un tempo. Ma se andate lì, vi consiglio di non dimenticare di fermarvi a Raito, a visitare il museo delle ceramiche, dove incontrerete il simpatico guardiano, Ciro. Chiedetegli come si è rotto il galeone policromo e raffinatissimo che si vede immediatamente all’ingresso: roba da non crederci!!! Inoltre, Ciro vi indicherà la villa in cui è stata girata la serie tv Capri, che val la pena di visitare, anche se vederla internamente sarebbe stato più bello; pare, comunque, che tra un pò inizieranno a girarci la 4° serie: chissà che non vi capiti anche di imbattervi in qualche volto noto o, addirittura, essere immediatamente scritturati per una comparsa. Maiori ha anche lei degli elementi di pregio: lasciatevela per una visitina così, un giorno che per un paio d’ore non avete nulla di meglio da fare, ma soprattutto lasciatevi uno spazietto capiente per un babà o un pasticciotto nella buona pasticceria che troverete sul viale, con tanto di riconoscimento di Gambero Rosso e, per quel che può contare, il mio. Sorrento dicono che è bella; sì, suggestiva, ma forse mi è sfuggito qualche scorcio che m’impressionasse enormemente. Mio marito, invece, c’è impazzito! E questa è la Costiera. Esulando un pò dalla costa propriamente detta, una sorpresa vera è stata per me Salerno, che proprio non mi aspettavo così graziosa. E, ancor più di Salerno, mi ha colpita moltissimo Cava de’ Tirreni, che chissà perchè immaginavo come un paesino sfigatissimo, invece ha le sembianze di una cittadella del nord (mi ricorda molto Vicenza) trapiantata al sud: con un budello porticato che si snoda sotto palazzi bellissimi e ben tenuti che fanno, a loro volta, da cornice a negozi sfiziosi e alla moda, è veramente bella.

Cosa mangiare. Anche se per noi, quando viaggiamo, è l’ultimo pensiero, ovviamente non potete non mangiare la classica pizza, ma ancor di più qualche “salt’in bocca”, una sorta di panozzo di pizza farcito di mozzarella e pomodoro o verdure e capperi o mozzarella e prosicutto o quello che vi pare.

Non dimenticate di fare un bagno a mare, perchè ne vale la pena. Confesso che l’acqua era talmente ghiacciata che non sono riuscita a bagnarmi oltre il punto vita; pensate che non sono riuscita neppure a farci un goccetto di pipì! Però era veramente spettacolare, cristallina, pulta, odorosa di sale.

Ah, dimenticavo: lasciatevi catturare dallo splendore e dalla meraviglia delle ceramiche, e non solo quelle del museo. Ve ne sono di ogni tipo in ogni angolo di ogni posto, ognuna diversa per stile e per pregio. Ce ne siamo portati via due tazzone da latte e, sarà per pura suggestione, ma bevuto lì a noi sembra addirittura più buono!

Che altro dirvi? Se dovesse venirmi in mente qualche altro dettaglio, verrò a dirvelo, ma intanto se aveste domande sapete dove trovarmi..   😉

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Pubblicato da su 27 settembre 2011 in Vacanze, dove?

 

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UN NUOVO MODO DI VIAGGIARE: IL COUCHSURFING

Premetto che non lo farei mai. Né mai cederei il nostro divano ad un estraneo: su quello che, ormai, più che un elemento di arredo, è un pezzo di famiglia, con cui condividiamo quasi ogni attività, intima e sociale, alimentare, pisolinica, ludica e chi più ne ha più ne metta, non potrei mai accettare di vederci ronfare qualcuno che non sia strettamente di famiglia. Eppure, pare che la cosa stia riscuotendo un successo planetario: chi ha un divano, lo mette a disposizione di altri viaggiatori solitari che per lavoro, vacanze, studio o altro, transitano in quella zona. Viceversa, chi deve recarsi in qualunque parte del mondo per le ragioni più disparate, può cercare un divano su cui trascorrere la notte e un nuovo amico che glielo metta a disposizione (il divano…).

I vantaggi, a sentire chi è già ricorso a questo sistema, sono inummerevoli. Innanzitutto, non costa nulla. Poi, consente di scambiare quattro chiacchiere con un autoctono, che del nuovo paese sa mostrarti sfaccettature e visuali completamente avulse dalle mappe turistiche, consentendoti di conoscere una realtà ben più autentica ed originale. Poi, la possibilità di fare amicizia con gente affine. Poi, qualche volta …ma solo qualche volta… un fortuito incontro con l’anima gemella. Perchè, invece, chi ha incontrato un serial killer non l’ha più potuto raccontare…  😉

Comunque, bando alle ciance, chi voglia saperne di più, conoscere le località in cui sono “ubicati” i divani, avere informazioni sui loro proprietari ecc, può dare un’occhiata al sito http://www.couchsurfing.org/?default_language=it , oppure acqusitare Cosmopolitan di questo mese, che per solo 1 € da’ in regalo anche un piccolo deodorante della Dove, e contiene tante tante testimonianze dirette sull’argomento.

Beh, che aggiungere? Se doveste partire, fatemelo sapere: almeno, se poi doveste sparire, sapremmo da dove far partire le ricerche. Saluti e baci..

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2011 in Vacanze, dove?

 

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(4 nonché ultimo) ALMANACCO DELLA VAL D’AOSTA

CUCINA. Altro libro ci sarebbe da scriverci a tal proposito! Mi limiterò, dunque, alle cose più tipiche. Polenta concia (f.1): cercate i posti in cui la fanno ancora in modo casereccio, cotta sulla legna, passata nel coccio; ormai sono in pochi a farla così, ma varrà la pena cercarli.. Lardo: mi ci sarei fatta gli impacchi di bellezza per quanto era soffice e profumato, ma il suo miglior impiego è sicuramente su una fettina di pane casereccio e lanciato dritto giù nel gargarozzo. Fontina: preferite quella d’alpeggio, ma soprattutto leggetevi il paragrafo dedicato a questa ed ai nostri amici produttori.

FONTINA. Ne troverete a palate. Se, poi, avrete modo di visitare una delle tante, tantissime grotte in cui vengono messe a stagionare quelle dei produttori delle cooperative (in quella che abbiamo visitato noi ce n’erano ben 12.000) ve ne farete un’idea più precisa (f. 5). Ma se ve ne voleste fare una ancora più precisa, potete chiamare il nostro amico Emilio DONNET (f. 2 e 3) e sua moglie Sonia, proprietari di un’azienda agricola in frazione Challancin n. 30 a La Salle (338.6002500 – 339.2031184), dirgli che il loro numero ve l’ho fornito io e che vi piacerebbe visitare il pascolo in alpeggio (f. 4). Fin a poco prima di arrivare in Val d’Aosta, io conoscevo solo il termine “albeggio”, ma “alpeggio” non avevo proprio idea di cosa fosse. E’ una cosa fantastica. E’ il portare le mucche, solo durante i mesi estivi, è chiaro, sulle vette più alte, dove possano brucare erba buona buona e genuina per tutto il tempo, tanto che la fontina fatta in quel periodo, e che sarà pronta solo dopo tre mesi di stagionatura, è evidentemente più gialla e ricca di quelle fatte normalmente. Per avere un’idea più precisa di quello che vi sto dicendo, a breve su “Cronaca Vera” (quel giornale che, a vederlo, data la mole di tette e culi che sovrasta in copertina, sembrerebbe un giornale porno ma che non lo è affatto) uscirà un articolo di un eccezionale, unico, fantastico, nonché bellissimo giornalista (mio marito  😉  ) che descrive per filo e per segno un interessantissimo spaccato dell’attività della famiglia DONNET. E comunque, se Emilio e Sonia ve lo consentiranno – ma loro sono di una squisitezza unica, pari solo alla loro fontina – potreste salire da La Salle, in località Challancin, fino al loro alpeggio, che si trova a 2000mt e andare a toccare con mano. Le loro attività iniziano, ogni giorno che il Buon Dio mette in terra, alle 4.30 del mattino, e si ripetono, identiche identiche, per due volte al giorno. Il rituale della fontina viene effettuato verso le 8 o le 9 del mattino, per cui credo sia uno spettacolo da non perdere, anche per apprezzare il rigore igienico che i due coniugi seguono per ottenere un prodotto buono, sano, genuino e puro. Se poi avrete fortuna, potreste essere intrattenuti dalla mente eccelsa della loro figlia di 5 anni, la piccola Sophie, che vi racconterà cos’è un tuono (l’urlo di rabbia di un caprone che ambisce a diventare toro) e altre chicche fantastiche. Consentitecelo: i momenti trascorsi in alpeggio e in compagnia di quella bellissima famiglia sono stati la parte migliore della nostra vacanza… 

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2011 in Vacanze, dove?

 

(3) ALMANACCO DELLA VAL D’AOSTA

ESCURSIONI. Cascate di La Thuile (f. 1):  il mio più grande rammarico è quello di essere arrivata solo alla prima delle tre cascate previste dall’escursione. Veramente suggestivissima e bella, credo proprio meriti la fatica di arrivare fino in fondo. Lago del Miage (f. 2) se i laghi vi fanno pensare alla pianura, toglietevelo dalla testa perché, come me, rimarreste delusi. Questo si trova a 2000 mt, durante i quali suderete freddo non per il clima, ma per i profondi precipizi che si apriranno sotto di voi man mano che procederete vero l’alto; lì troverete, ai piedi del ghiacciaio, un lago nero di detriti, in cui galleggiano pezzi di ghiaccio, e poi di fianco altri due laghetti di acqua cristallina, turchese, meravigliosa. Rientrando, quella che si snoderà sotto i vostri occhi è la Val Veny. Questa Valle si trova alle pendici del Monte Bianco ed è complementare ad un’altra, secondo me molto più bella e frizzante, che si chiama Val Ferret, che si raggiunge anche da Courmayeur (a cui consiglio di non dedicare oltre 15 minuti del vostro prezioso tempo). Dalla Val Ferret (f. 3) si aprono molti percorsi escursionistici; uno di questi, che parte in prossimità di una piccola cappellina di fronte ad un ponticello, indica il rifugio Bertone. Prendetelo. Poi, a quota 2000 mt e dopo due ore di cammino, potreste pentirvene, soprattutto quando, per circa 50 mt, dovrete rimanere praticamente sospesi su un precipizio e verrete colti da una crisi isterica, ma tutto il resto del percorso e i panorami multiformi che si srotoleranno, sorprendentemente, sotto i vostri occhi, vi faranno ringraziare il Padreterno di cotante bellezze, varietà di fiori, profumi di sottobosco e del mistero incantato dei ghiacciai. Arrivati al rifugio, ordinate una delle prelibatezze e non fate come me.. non trascorrete quel po’ di tempo a pensare a quei terribili 50 mt che dovrete riaffrontare per la discesa, che tanto li si fanno, in un modo o in un altro. Per esempio, come ho fatto io, mantenendo gli occhi fissi sulla montagna, ammirando i petali gialli o pensando a qualcosa di piacevole, senza mai mai mai guardare giù di sotto! Raggiunta la macchina (ammesso che ci siate riusciti! Ahahahaha) percorretevi, a mo di curiosa passeggiata, tutta la Val Ferret, finchè la strada cesserà: è favolosa, bellissima, ricca di corsi d’acqua ghiacciata, vegetazione verde brillante, montagne colorate di fiori.

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2011 in Vacanze, dove?

 

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(2) ALMANACCO DELLA VAL D’AOSTA

POSTI DA NON PERDERE. Qui, occorrerebbe scriverci un libro; e, infatti, tanti ne sono stati scritti. Cercherò di essere sintetica e di non tralasciare nulla. Quanto meno di quel che abbiamo avuto modo di visitare noi. Partendo da Morgex, in direzione nord, prima di arrivare al passo del Piccolo San Bernardo (f. 1) si passa per un paesino che è una bomboniera: La Thuile (f. 2). Bella, bella, bella. Svalicato il Piccolo, invece, vi troverete in Francia e la prima località è Bourg St Maurice, ma siccome di strada ce n’è da farne, e davvero il posto non merita, vi consiglio di arrivare al Piccolo, godervi quegli spazi illimitati, rispetto ai quali vi sentirete minuscoli, ammirare i laghetti alpini, i precipizi, l’immenso, e tornare indietro. Il giorno in cui, invece, deciderete di arrivare in Francia attraverso il Tunnel del Mte Bianco, incontrerete, come primo paese al di là del confine, Chamonix (f. 4): bene, quello sì che merita! Se avete tempo da perdere ma, soprattutto, gambe forti per affrontare, dopo una bella scarpinata, circa 400 gradini a scendere e poi gli stessi a risalire, potete prendere il suggestivo trenino rosso a cremagliera, che si inerpica su per le montagne, facendo in pochi minuti un salto di circa 1000 mt (considerate che partite già da una quota di oltre mille) e ritrovandovi su un ghiacciaio – Mar de glace (f. 3) pare uno dei più grandi d’Europa, certamente il più grande di Francia, lungo 7 km e spesso 200 mt – scenderete fin dentro una grotta scavata nel ghiaccio, in cui ogni anno viene riprodotta una tipica abitazione dell’1800. Poi, andate nel centro di Chamonix e godetevelo.. Un’altra giornata vi consiglio di dedicarla all’altro passo, il Grande San Bernardo (f. 5). Ovviamente, Piccolo e Grande sono aperti solo in estate ed assolutamente impraticabili in inverno. Bene: appena messo piede in Svizzera, compratevi una tavoletta di cioccolata, un peluche a forma di San Bernardo (cane, ovvio), scattate una foto al delizioso laghetto con tutti i bei monti che si scatenano copiosi alle spalle, poi rientrate al di qua della frontiera ed entrate nel “Bar du Lac” (appena parcheggiata l’auto, vi conviene prenotare, per poi tornare a fine giro) e ordinate la polenta concia. Ve la serviranno in un coccio, con altri piccoli coccetti in cui ci sono carni varie per addobbarla: beh, anche se la mangiaste così, nuda e cruda, vi assicuro che vi alzereste da tavola più che soddisfatti e compiaciuti. E’ sublime. Riscendendo, invece, sulla vostra destra incontrerete un rifugio che vende salumi e formaggi: la seconda tappa fatela lì, e gustatevi a suon di vino ed acqua sorgiva quanto di più buono hanno da offrirvi. Ma la Valle d’Aosta non è mica fatta di svalicamenti e basta, eh! Aosta la vogliamo visitare? Beh, confesso che non mi ha fatta impazzire: è bella, sì, ma molto meno “tipica” di altri posti, ed ha un centro piccolo piccolo. Intorno, però, ci sono un mucchio di bei castelli. Quello, per esempio, che non potete non visitare è il “Forte di Bard” (f. 6), ad Hone, più a sud. Già dall’autostrada lo vedrete ergersi in tutta la sua imponenza e vale davvero la pena di una visita. Così come vi suggerisco vivamente di non tralasciare neppure un solo posto che attragga in qualche modo e a qualunque titolo la vostra curiosità. E questo non valga solo in Val d’Aosta, ma sempre e comunque nella vita. 

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2011 in Vacanze, dove?

 

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(1) ALMANACCO DELLA VAL D’AOSTA

Le cose da dire sono tante, tantissime, quindi non mi perderò in quisquiglie. L’unica che dovete consentirmi, è che si tratta di un posto meraviglioso, dove trascorrereste una vacanza fantastica senza ombra di dubbio.

DOVE. Vi parlerò della parte a nord di Aosta, per intenderci quella prossima a quel cesso che chiamano Courmayeur e che vi consiglio di andare a vedere solo per potermi dare ragione. Per la precisione, abbiamo soggiornato a Morgex, un paesino caratteristico come molti da quelle parti, fatto di pietra, legno, fiori e tranquillità. Inoltre, ha una posizione strategica poiché vicinissimo sia all’autostrada che alla superstrada, per cui da qui sarà facile raggiungere ogni altro posto che valga la pena vedere, fino a sud di Aosta, o decidendo di sconfinare in Francia, sia attraverso il Piccolo San Bernardo che via Tunnel, o in Svizzera, svalicando dal suggestivissimo Grande San Bernardo.

DOVE ALLOGGIARE. La zona è ricca di strutture ricettive, dipende da quanto tempo volete rimanerci. Per brevi soggiorni, suggerisco la “Locanda Lo Foo” (www.lofoo.it), a La Salle, paese confinante con Morgex quasi senza soluzione di continuità. E’ una locanda tipicamente “alpina”, in pietra rivestita di caldo legno, che vi farà venir voglia di gattonare proprio come ha fatto nostro figlio per tutto il tempo. Ma ciò che vi gratificherà di più sarà assolutamente la colazione, ricca di ogni prelibatezza, che vi farà rimpiangere di non avere uno stomaco tanto capiente da contenere tanta tanta buona roba in più. In alternativa, potete scegliere una delle tantissime case in affitto, sia dando un’occhiata via internet, sia cercando direttamente sul posto. I prezzi sono abbordabili, le location deliziose e la gente cordiale ed accogliente.

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2011 in Vacanze, dove?

 

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MONTENEGRO, ANTICIPAZIONI

Sarò sincera con voi: in questo posto – purtroppo – non ci sono ancora mai andata, ma chi me l’ha suggerito ha ottime referenze in fatto di consigli vacanzieri. Quindi, mi fido. Quindi, ve lo indico.

Parrebbe che un certo hotel di ottimo livello organizzi dei pacchetti per i giocatori di pocker; pacchetti scontatissimi che comprendono o il week-end o la settimana corta (martedì-domenica), aereo compreso, a prezzi irrisori.

Il bello sarebbe che, mentre tutti se ne stanno chiusi a giocare, voi vi sollazzate su una spiaggia fantastica e con tante località suggestive da visitare attorno.

Per conoscere i prezzi esatti esatti, mi sono semplicemente recata in un’agenzia, ho chiesto un catalogo e lì ho trovato tutte le info che mi serviva conoscere. Se, intanto, volete dare un’occhiata, il sito dell’hotel è http://www.maestral.info/index.php?id=47

Beh, io sta chicca mo ve l’ho raccontata. Se ne avete altre, aspetto che le raccontiate voi a me. Buon viaggio!

 
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Pubblicato da su 29 giugno 2011 in Vacanze, dove?

 

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