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ZIA MAME

C’ho messo davvero un sacco di tempo per finirlo (a causa di vicissitudini personali) e ora che, finalmente l’ho terminato, posso dire che ..mi ha davvero molto delusa. Nel senso che i presupposti iniziali, va detto, erano buoni per davvero: trama sfiziosa, che lasciava presagire un percorso avventuroso ed affascinante, nonché la strravaganza della protagonista, personaggio che insinuava quasi il desiderio di somigliarle almeno un pò. Invece, dopo qualche episodio simpatico, l’autore si cimenta in una lunga querelle di altre situazioni che, ogni volta in cui si risolvevano, mi lasciavano sempre nello stesso grigiore. Nessuna delle circostanze in cui vengono calati i personaggi cela un risvolto, un insegnamento, uno spunto per riflettere, in cui riflettersi. Mai. Le storie iniziano e finiscono senza un senso, per il lettore, e neppure per i personaggi, che paiono attraversarle con estrema astrazione. E chi ne viene fuori peggio è proprio Zia Mame, che finisce per assumere i connotati di un personaggio che poco ha a che fare con la fantasiosa follia, ma che molto ha di idonna mmatura, esasperata e capricciosa, anche quando le rughe le iniziano a ricamare gli anni sul viso; praticamente, grottesca. Al punto da indurre il lettore (me, almeno) a chiedersi che senso avesse il suo ruolo nella storia. Cioè ..all’inizio avevo immaginato che Dennis avrebbe attinto da lei i colori, l’estrosità, l’originalità. Credevo che la Vita lo aveva sfilato via da un padre autoritario e retrodatato per restituirlo ad un’esistenza stravagante, avvincente. Invece, si scopre che è la reincarnazione di quello che doveva essere stato suo padre alla sua stessa età, se non addirittura più castigato, più castrato, e finisce per fare da balia a quella donna insensata e sprovveduta che è sua Zia. E che alla fine, come se fosse un bel finale.. ma!.. fa per prendersi suo figlio (cioè, il figlio di Dennis, suo pronipote), come se dovesse imprimere anche in lui un bacillo di genialità che …haimè… è mancato a lei per prima.

 
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Pubblicato da su 16 ottobre 2012 in Recensioni

 

LA CUCINA DEGLI INGREDIENTI MAGICI

Fantastico libro, questo. Trama originalissima, dipanata in modo semplice ma, nel contempo, alla scoperta di una realtà complessa e inaspettata. Ginny perde entrambi i genitori in un terribile incidente stradale e, passato il funerale, cerca di consolarsi con l’unico modo che le riesce: cucinare. Così prende delle vecchie ricette manoscritte e inizia a seguirne, passo dopo passo, le indicazioni, finchè l’odore, la fragranza, si diffondono per tutta la cucina e lì… apparire un fantasma. Attraverso queste apparizioni, Ginny verrà a conoscenza di dettagli di vita, della sua vita, che erano ad un passo da lei ma di cui lei non si era mai accorta.

E’ bello anche perchè è un libro positivo.. la fissazione di un obiettivo, la cesellatura di certi comportamenti, la reinvenzione di un proprio presente proprio quando questo sembrava essere stato depezzato dalla grave perdita degli affetti più cari e dall’impossibilità, quasi, di cercare nuove risorse dentro e fuori di sé.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2012 in Recensioni

 

L’ORRIBILE KARMA DELLA FORMICA

Finito di leggere questo libro, vi accorgerete di quante volte, durante le vostre giornate vi scoprireste a dirvi “Se faccio questo produco karma positivo… se faccio quello produco karma negativo..“.

A “L’orribile karma della formica” ci ero arrivata facendo, su Google, una ricerca su titoli di libri particolarmente divertenti, e ora non posso far altro che unirmi al coro.

La storia è bella, e ci si entra in un modo talmente convincente da immedesimarsi, di volta in volta, nell’animale di cui si parla. Il susseguirsi di episodi reali e l’intreccio di situazioni paradossali sfociano in una morale trasparente, pulita: chi fa affidamento unicamente sulle proprie doti estetiche, non sempre può sperare in un bel finale. Non solo; spesso succede che si finisce per rendere impossibile la vita anche alle persone che più si amano.

Diversa può essere, invece, la faccenda per quelle persone il cui corpo, quasi ai limiti della decomposizione, dovrebbe gettarle in uno stato non troppo distante dalla frustrazione, e invece sanno coltivare molte altre parti di sé, dall’apertura verso il prossimo alla solarità, la positività, la generosità, l’ironia, un acculturamento di ampio respiro e, non ultima, una sorprendente passionalità sotto le lenzuola.

Il percorso della protagonista è ben costruito, e anche l’epilogo lo è; un epilogo che, in realtà, si trasforma in un nuovo inzio, un Nirvana che poi altro non è che tutto ciò che quella stessa donna aveva prima, ma che allora – sazia della materialità che la contraddistingueva – non aveva saputo apprezzare. Bellissmo libro, ve lo consiglio di cuore..

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2012 in Recensioni

 

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NESSUNO SI SALVA DA SOLO

E’ un film quello che scivola nella mente del lettore mentre legge l’ultima fatica della Mazzantini. Un racconto preciso e puntuale di quella che è la fine di un amore, che era inizato sotto il migliore degli auspici. Gaetano e Delia, ormai separati, in compagnia di un fardello di ricordi non tutti piacevoli, ma sicuramente loro, si ritrovano una sera a cena assieme. La scena costituisce lo sfondo su cui l’autrice tesserà il tracciato, il percorso, che ha portato i due dall’amore folle al disinnamoramento. Più volte, attraverso le parole o i pensieri dei due o del narratore, con un linguaggio crudo e talvolta anche esasperato, l’autrice indaga su come si sia arrivati fino a quel punto, dov’è che la loro storia si è incagliata, dove le falle che li hanno condotti all’epilogo. Le risposte arriveranno, e arriveranno congiuntamente alle riflessioni che, man mano, prenderanno forma nella testa del lettore, che inevitabilmente si cala in quei personaggi, fino a comprendere come sia difficile distruggere una storia con un niente. I malumori, la pigrizia, la routine: fili di ghiaccio che non si è capaci di sciogliere, portano inevitabilmente alla fine. Per cui chi ama davvero deve scongiurare questo pericolo. E la Mazzantini, senza mai dircelo, ci spiega esttamente come.

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2011 in Recensioni

 

UN AMORE DI MARITO

Mi chiedevo se su questo libro abbiano previsto la promozione “soddisfatti o rimborsati“, perchè in tal caso non esiterei neppure un minuto ad esigere il prezzo corrisposto per acquistarlo. E’ il secondo libro che leggo della Sveva Casati Modignani (pseudonimo adottato da tale Bice Cairati e da suo marito Nullo Cantaroni, scomparso nel 2004, nella pubblicazione congiunta di romanzi a partire dall’81), e devo dire che il primo, “Singolare femminile”, seppure scritto con toni garbati e non assolutamente avvincenti, aveva una trama ben allacciata, che rimandava continuamente tra presente e passato e che lasciava il lettore abbastanza incuriosito in merito al susseguirsi degli eventi.

“Un amore di marito”, invece, no. Tutto è così palese, così scontato, così banale fin da principio che l’unico motivo per cui ci si affretta a leggere è per finirlo e iniziarne subito un altro, decisamente di altro autore. La sensazione che ho avuto è quella di un libro scritto così, tanto per pubblicare qualcosa, una storiella scialba e ridondante sia nella trama che nel modo insulso in cui viene raccontata.

Un’assonanza riscontrata con l’altro, “Singolare femminile”, è la narrazione aristocratica di un ambiente aristocratico. In realtà, l’autrice inizia col descrivere due personaggi poveri, ma fino a quel momento si avverte una certa incapacità a calarsi nella storia, mentre si sente chiaramente più a suo agio quando entrambi diventeranno ricchi e conquisteranno altri livelli sociali. E anche questo, neppure troppo alla lunga, veramente stufa.

Comunque, ve lo consiglio. Semplicemente perchè bisogna leggere un pò di tutto e qusto non rientra manco nel peggio che si trova in giro.. 

 
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Pubblicato da su 3 novembre 2011 in Recensioni

 

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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

Le pagine, a mio parere, più significative sono quelle su cui si srotola la similitudine tra i due protagonisti principali e i numeri primi, queste entità matematiche che tanto affascinano l’autore e di cui riesce ad appassionare pienamente anche il lettore.

La storia ti conduce per mano dentro le vite diciamo “particolari” di Alice e Mattia, due ragazzi i cui destini si intrecciano fin dalla tenerissima età e che non riusciranno a sciogliersi neppure con il trascorrere degli anni e la scelta di percorsi che li porteranno a migliaia di miglia di distanza. Perchè sono simili, Alice e Mattia, nelle loro elementari complessità, che possono apparire del tutto incomprensibili alle persone comuni che li circondano, genitori compresi, ma che possono essere facilmente intuite e decriptate dall’altro.

Il libro piace perché scorre rapidissimo, in un fluire delle parole senza intoppo alcuno e perchè sa disegnare con estrema linearità comportamenti che, in realtà, lineari non sono. Il finale, però… Chissà che non sia proprio una precipua volontà dell’autore quella di lasciarlo aperto così, e riprenderlo un domani con una nuova produzione ed una più sorprendente.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2011 in Recensioni

 

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IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI

Perdonatemi, ma non posso non parlarvi di quest’altro capolavoro letterario. Ti rapisce fin dal primisimo istante e ti lascia imbambolato, chiedendoti.. “Ma come? E’ già finito?!”. In ogni istante della giornata vorresti correre a scoprire come si evolveranno le vicissitudini di Victoria, in un perfetto e ben dosato intreccio tra passato e futuro. Ognuno ci si può immedesimare; non perchè sia stato abbandonato o abbia vissuto in un collegio, ma perché, in termini più laterali, il libro tratta il riscatto dalle proprie prigioni, da un passato fortemente condizionante. In tutto questo, un ruolo affatto secondario lo ha il destino, che interviene ad hoc a “sistemare” un pò le cose ed offrire opportunitò.

Insomma, se non si è capito, ve lo consiglio caldamente. E’ un libro bello, e tra le cose che vi lascia c’è anche un dizionarietto del linguaggio dei fiori che – non si sa mai – può sempre tornare utile..

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2011 in Recensioni