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Archivi categoria: La cura dei cuccioli

MAMME, FIDATEVI DELL’ISTINTO E NON CADRETE NELLA RETE

L’altro giorno porto la mia bimba dal pediatra e metto l’ennesima tacca alla convinzione che di certi medici potremmo farne a meno. E vivremmo meglio.

La mia Patata è tonda tonda, serena, non ha coliche e va regolare di corpo. Eppure, quando quel medico ha sentito che le do’ il Neolatte è saltata sulla sedia e mi ha detto di smettere subito (manco fosse una droga) e di optare per un altro, di cui mi ha dato nome e cognome. Perchè il Neolatte, a suo dire, è molto simile al latte vaccino ed è fortemente scompensato e bla bla bla bla. Io, che per natura e deformazione professionale, non prendo mai per buono quel che mi viene detto, torno a casa e faccio una breve ricerca.. per scoprire che il Neolatte è stato studiato e validato da ben tre Università italiane (Trieste, Pavia e Bologna) che lo hanno classificato come completo, equilibrato, con una positivissima aggiunta di fermenti lattici e con nulla da invidiare ai latti più famosi e più “sponsorizzati” da certi pediatri. Quindi, io il Neolatte non lo sostituirò proprio con un bel niente!

Poi, sempre la stessa dott.ssa decide che la mia piccoletta, che …appunto.. è rotonda come una Patata, necessita di vitamine. Ma come può chiedermi di somministrarle vitamina D e, al suo posto, non suggerirmi, invece, di portarla al mare, al sole, dove il processi di sintesi di mineralizzazione avvengono in modo del tutto naturale? Perchè la vitamina D in gocce costa circa 10 €, mentre il sole è gratis (almeno per ora ancora, poi non si sa).

Basta. Ho deciso. Faccio di testa mia. Tutto.. Perchè io per i miei figli scelgo il meglio, e non quello che, evidentemente, assicura ad altri un ritorno in termini di benefit. E, purtroppo, ve lo giuro, non sempre alla cosa più costosa corrisponde anche quella qualitativamente più alta. Vi avevo parlato, per esempio, dei pannolini: un pacco da 54 a soli 9 € circa da Lidl e senza mai un’irritazione, a fronte di almeno il doppio per i Pampers, con tanto di arrossamenti. Il latte: l’Humana costava quasi il triplo del Neolatte, ma a differenza di questo ha piegato in due la mia Piccolina per via delle coliche; con il Neolatte, invece, non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema, e lei è cresciuta sana e serena.

Di esempi se ne possono fare ancora molti altri e ognuno direbbe la sua su ciascun argomento. Ed è questo quel che conta: avere una “propria” idea, precisa, puntuale, che si sia formata sulla base del confronto spassionato con altre mamme e dell’esperienza, e mai della passiva accettazione di tutto quello che, chissà per quale arcana motivazione, ci viene propinato.

Attente mamme, il vostro istinto e quello soltanto deve avere la meglio. Sempre!  😉

 
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Pubblicato da su 25 maggio 2012 in La cura dei cuccioli

 

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UN POSSIBILE ANTIDOTO CONTRO LE NOTTI IN BIANCO

Non è certo L’ antidoto, ma UN antidoto, sia chiaro! Ma da provare. Perchè tanto nella disperazione si finisce per provare di tutto, e questo è un suggerimento senza troppe controindicazioni. Credetemi, vi ho fatto ricorso io stessa non più di qualche mese fa e si è rivelato un svolta!

Succede così: il bimbo, nel bel mezzo della notte, quasi sempre mentre sta dormando tranquillo e senza dubbio mentre state dormendo tranquilli voi, ecco che vi lacera il sonno con un ululato a squarciagola. Tutto si risolve in fretta; è sufficiente alzarsi, preparargli un bel biberon di rinforzo, aspettare che lo trangugi tutto e si riaddormenti sereno per tornare anche voi a riprendere, tranquilli e beati, il sogno laddove lo avevate lasciato.

Ma daje e daje, notte dopo notte questa interruzione va ad intaccare l’integrità del nostro già precario sistema nervoso. Durante il giorno serve esser svegli e vigili, ma quando si è costretti da cause di forza maggiore e con una certa costanza a rinunciare ad una buona qualità del sonno, tutto si è fuorchè vigili.

Allora ecco il mio consiglio: 2 o 3 cucchiaini dosatori colmi di crema di riso dentro il biberon dell’ultima poppata. A quel punto, il pupetto verrebbe ad esser così sazio che non avrebbe motivo (chiaramente se non ci sono altre ragioni che lo costringono a svegliarsi) di interrompere il suo sonnellino.

Sull’efficacia di questo sistema, garantisco: ho iniziato quando la mia piccolina aveva circa 4 mesi e beveva ancora solo latte e io non avevo alcuna intenzione di iniziare alcun tipo di svezzamento (a dire il vero, non l’ho iniziato neppure ora che di mesi ne ha 5 e mezzo). L’unica cosa che inserii fu, appunto, la crema di riso. Da allora, di notte non si sente neppure il fiato.. e la mattina, per svegliarla, servono le cannonate!!!  😀

 
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Pubblicato da su 3 maggio 2012 in La cura dei cuccioli

 

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IL BIMBO STRILLA E FA I CAPRICCI? TU IGNORALO.

Sì, proprio così. E’ quanto emerso da uno studio che ha puntato l’attenzione su bimbi tra i 2 e i 3 anni e i loro 1.300 vocalizzi. Si è potuto, così, osservare che i picci si articolano in cinque fasi precise: urla, grida, pianti, lamenti e mugolii.

Durante le prime due fasi  – urla e pianti – non è affatto conveniente tentare di intraprendere una qualunque trattativa: parlare, fare domande con la speranza di calmarlo, è completamente inutile, se non addirittura controproducente; infatti, è durante queste prime fasi che il bambino vive più intensamente la rabbia, la frustrazione, e ben poco lo potrebbe consolare. In questo momento è bene star fermi, ignorarlo..

Poi, la rabbia e la frustrazione man mano vanno scemando e il piccolo cucciolo diventa lentamente più gestibile. Ed è allora che si può iniziare a porgli qualche domanda, fargli proposte, cercare di avvicinarlo, creare ogni sorta di costruttivo contatto.

Attenti, attenti.. però! Ci sono ancora un altro paio di cosette da sapere. I cuccioli hanno una grande capacità di capire come far girare le situazioni a proprio vantaggio, e capiscono bene anche che se si è tra la gente i genitori, pur di non vivere l’imbarazzo di scenate e strillate, capitoleranno in fretta ai loro ricatti. Bene, no: tenete duro!!! Il bambino deve sapere che non è libero di fare quel che vuole, che esistono regole e che lui deve necessariamente imparare a rispettarle. E in tutto questo è fondamentale la costanza: stesso comportamento, sempre.

E mi è molto piaciuto un concetto espresso dalla psicoterapeuta Daniela Bavestrello, che riprendo paro paro: “Tra i diritti del bambino c’è anche quello di essere protetto: quando un genitore dà potere al figlio, lo priva di questo diritto”.

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2012 in La cura dei cuccioli

 

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LATTE IN POLVERE? PROVA “NEOLATTE”

In tempi di crisi, così come anche in tutti gli altri, è importante risparmiare, ma mai per quel che riguarda i nostri cuccioli che, sempre, crisi o non crisi, meritano il meglio.

Certo è, però, che se esiste un buon prodotto e che costa anche poco, è bene prenderlo in considerazione. Già in passato vi avevo indicato i pannolini della Lidl, e devo dire che ho raccolto i consensi delle mamme che hanno avuto modo di provarli.

Oggi, invece, parliamo di latte. Con il primo figlio, avevo scioccamente seguito l’indicazione del pediatra e usato il Plasmon: colichette continue, che forse non avevano a che fare con la marca del latte, ma nessun motivo per cui entusiasmarmi.

Per la secondogenita, alcune persone mi avevano parlato dell’Humana. Al di là del costo effettivamente esoso, la bambina aveva coliche dolorosissime. Fortunatamente, dopo pochi giorni mi fu indicato il “Neolatte”. Considerando il prezzo ai limiti del reale (10€ per 800gr), ammetto che ero stata abbastanza titubante, forse perchè appartengo a quella categoria di idioti, che se non pagano non sono contenti …e si fanno fregare con tanta gioia nel cuore!

Non starò qui a parlarvi di come e dove è fatto sto latte, nè dei fermenti lattici che contiene e che contribuiscono al regolare sviluppo di una buona flora batterica nel pancino del poppante, perchè tanto sono informazioni, queste, che potete cercare da soli.

Io posso solo dirvi che la mia bambina lo gradisce moltissimo, le colichette ormai sono un fatto piuttosto sporadico e anche il portafogli sta risparmiando un bel pò! Provate, poi mi direte..

 

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MASSAGGIO “I LOVE YOU”, E LA CACCA NON C’E’ PIU’

Me lo ha insegnato una cara amica e ora io lo spiego a voi. In un post precedente ho spiegato l’uso del sondino, a cui ricorrere tutte le volte in cui il pupo è in preda alle colichette. Il sondino sostituisce dignitosamente certi medicinali che si utilizzano in questi casi e che contengono bromuro.. cosa assolutamente non buona.

Insomma, durante l’impiego del sondino, o comunque quando vedete il bimbo un tantino tantino intasato, scopritegli il pancino, mettete nei pressi dell’ombelico qualche goccetta d’olio, poi raggruppate le dita della mano (tipo come quando, con le ombre cinesi, volete giocare a fare l’oca, per intenderci), poggiatele sul pancino e disegnate dei cuori che abbiano come centro, appunto, l’ombelico. E nel farlo.. recitate come se fosse un mantra “I – love – you” (cosa che non aggiunge né toglie nulla all’efficacia del massaggio, ma sostanzialmente lo caratterizza).

Beh, questo massaggino ha il potere di convogliare tutte le scoriette presenti nella pancia verso l’uscita, e voi avvertirete sonori rumorini e gradevoli puzzette, finchè anche la puppu farà la sua comparsa e lentamente quel panciotto gonfio e dolorante andrà sgonfiandosi.

Questo massaggino, dunque, come dicevo, potete usarlo sia durante un normale cambio pannolino, sia quando usate il sondino, intervallando il suo inserimento nello sfintere con 5 o 6 movimenti di questo tipo. Vedrete che, man mano che assumerete praticità, questo sistema semplice ed efficace, diventerà il vostro miglior alleato nel risolvere i piccoli-grandi problemini intestinali del piccoletto. E lui ve ne sarà infinitamente grato..

 
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Pubblicato da su 12 gennaio 2012 in La cura dei cuccioli

 

UN FIOR FIORE DI MUGHETTO

Non vorrei certo trasformare questo blog in un mucchio di consigli esclusivi sui neonati, ma siccome quelle di cui parlo sono situazioni che sto toccando con mano, è bene condividere queste esperienze con chi può farne tesoro.

Il “mughetto” è un’infezione molto comune nei neonati; si tratta di una forma di stomatite causata dalla candida albicans e che colpisce la bocca ed il cavo orale. Pare che circa il 90% dei bambini entri in contatto con questo fungo, che però si conclami in concomitanza di un calo delle difese immunitarie.

Come si presenta? Guardando nella boccuccia del bambino, si ha come la sensazione che vi sia della “ricottina”, residui semi-solidi di latte, ma da un esame più attento si verifica che, in realtà, si tratta di placche aderenti alle mucose. Ora, questo benedetto mughetto è chiaramente infettivo. Se il bimbo è allattato al seno e la mamma, in concomitanza dello sviluppo di questa patologia, ha delle piccole ragadi sui capezzoli, ecco che la candida immediatamente si trasferisce dalla sua bocca ai seni materni. E come si fa a capirlo? Semplice: seni che fino a quel momento avevano funzionato senza problemi, all’improvviso evidenziano un forte rossore un pò in rilievo sia sui capezzoli che sull’areola che, ovviamente, fanno un male pazzesco. E se la candida attacca anche i dotti, chiaramente il dolore si propaga anche all’interno del seno.

In concomitanza o disgiuntamente (nel senso che possono esserci entrambi i sintomi o solo uno dei due), il bimbo può manifestare, oltre alle placche in bocca, un certo arrossamento da pannolino. Anche quello è dovuto alla micosi, e io personalmente lo risolvo con: vea-olio, purelan, burro di karitè. Inoltre, è bastato eliminare i dannati pannolini Pampers (che chissà perchè, se non ce l’ha, l’infezione gliela fanno venire e se ce l’ha certamente non gliela fanno passare) e usare quelli moooooolto più economici, tra l’altro prodotti proprio dalla Pampers, che si chiamano Toujours e che potete trovare solo da Lidl (per saperne di più, vi rimando ad un altro mio post: https://acasadipalma.wordpress.com/2011/06/26/i-migliori-pannolini/).

Bene. Cosa fare? Sarò breve. Se il pediatra vi dice di risolvere semplicemente con impacchi di acqua e bicarbonato, non sperateci troppo: difficilmente il pupo se ne starà lì a bocca aperta a farsi spolverare la boccuccia con quella schifosissima soluzione. Esiste, invece, una cremina antimicotica, il Daktarin, che viene utilizzata da sempre e con ottimi risultati. Fissata la dose, vi consiglio di mettervene un pochino per volta sul dito mignolo e passargliela in bocca, così il pupetto inizierà a succhiarla e così facendo se la distribuirà su tutta la mucosa.

Allo stesso tempo, occorre anche un antimicotico da adoperare sui capezzoli, per interrompere immediatamente l’effetto ping-pong tra questi e la bocca del neonato. Allora, vi consiglio di usare anche lì lo stesso Daktarin, la cremina del bimbo, e di coprirli con le coppette imbottite, da cambiare con una certa frequenza per far sì che l’ambiente sia sempre ben pulito.

Se, intanto, il seno si è ingorgato, perchè il dolore dei capezzoli vi ha chiaramente impedito di attaccare il figlioletto per un pò, dovete assolutamente provvedere a scaricarlo: o attaccandoci il bambino o utilizzando una tiralatte.

A proposito di tiralatte, evitate di acquistare quelle manuali, completamente inutili ed inefficaci. Se proprio dovete spendere dei soldi, meglio ricorrere a quelle elettriche.

Ah, ancora un passaggio importntissimo: trattandosi di candida, se la mamma non ne ha mai sofferto (vi ricordo che la candida è una delle infezioni vaginali più fastidiose) è bene che ricorra anche ad un buon antimicotico orale, che appunto combatta questa micosi internamente e ben più a fondo. Quale ve lo può dire il medico, ma insistete per farvelo prescrivere per non dover scoprire, poi, fastidiose sorprese.

Ultimo suggerimento, mantenere alte le difese. Il più possibile. Quindi, oltre ad uno stile di vita sano, una corretta alimentazione, un pò di fermenti lattici sono indispensabili.

Tranquille, dunque, perchè vedrete che il tutto passerà nel giro di qualche giorno!  😉

 
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Pubblicato da su 16 dicembre 2011 in La cura dei cuccioli

 

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“CICLO MESTRUALE” NEI NEONATI: LO SAPEVI?

Lo sapevate? Io l’ho scoperto qualche giorno fa con infinito orrore. Io, mia madre e mia suocera ci stavamo intrattenendo a tavola dopo pranzo, tra caffè e dolcetti, quando è saltata fuori questa cosa qua. La madre di mio marito sosteneva che anche le neonate possono avere una sorta di ciclo mestruale, e mia madre confermava questa terribile teoria, sostenendo che a una di noi piccole di casa (non ricordava se proprio a me o ad una delle mie cugine) era successo.

“Oddio – ho esclamato – ma cosa diavolo andate dicendo!”, e certa che si trattasse di una delle tante dicerie popolari, sono andata di corsa a consultare le pagine del world wide web. E lì ho trovato nome e cognome di questa faccenda. In effetti, non si tratta di un vero e proprio ciclo mestruale comunemente inteso. Il fatto è che, durante la gravidanza, la mamma è carica di ormoni e di conseguenza anche il feto raggiunge un alto livello ormonale, che poi subisce un crollo non appena viene dato alla luce. E proprio quel brusco calo provoca una sorta di piccola emorragia. E’ chiaro che si tratta di finte mestruazioni!

Un certo sanguinamento pare possa verificarsi anche nel maschietto, ma in questo caso è causato da ossalati, dei sali che si trovano nelle urine. Gli ormoni materni, invece, nel bambino possono provocare un sensibile rigonfiamento del seno. E questo è quanto.

Che dire? Non si finisce mai di imparare.. Ma proprio mai!

 
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Pubblicato da su 6 dicembre 2011 in La cura dei cuccioli