RSS

Archivi categoria: Curiosità dal mondo

DELFINI MORTI PER OVERDOSE

Quando nasci delfino, l’ultima cosa che penseresti mai è di poter, un giorno, morire di overdose. Perchè è proprio la condizione di mammifero marino a rendere difficile, se non fosse altro per il continuo starsene a mollo dentro l’acqua, la possibilità di assumere droghe. Diffcile, evidentemente, ma non impossibile. Ne sanno qualcosa i due poveri delfini defunti all’interno di uno zoo marino in Svizzera, affittato dal suo proprietario per un rave party durante il quale, è probabile, di droga doveva girarne talmente tanta da poterne gettare anche un pò in vasca. L’agonia è stata straziante, perchè i poveri animali, per effetto dello stupefacente, hanno “dimenticato” di risalire in superficie a respirare e quindi, inconsapevolmente adagiati sul fondo, sono morti lentamente per annegamento. Ne è la riprova la schiuma bianca versata dalla bocca dei due animali: si tratta di un effetto tipico dell’annegamento, dovuta alla commistione di muco con aria residua a livello bronchiale, ed è un chiaro segno del fatto che il corpo, proprio durante l’annegamento, era ancora vitale.

Io non ho parole per commentare questa notizia. Crudelmente, posso solo dire che mi piacerebbe vedere quellastessa bava alla bocca del responsabile di tutto questo.. 

 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 10 maggio 2012 in Curiosità dal mondo

 

PESCE D’APRILE!

Sono tornata. E questo non è un pesce d’aprile! Giuro. L’ultimo mese è stato un pò un andirivieni, tra arrivi, partenze, influenze e raffreddori. Ma adesso abbiamo rimesso le tende nella nostra casa e per un pò dovremmo restare qui (lo spero vivamente).

Insomma, oggi è 1° aprile, e come qualsiasi 1° aprile che si rispetti, merita il suo pesce. E devo dire che si sono divertiti in molti a farne. Partendo dal campo tecnologico, gmail lancia l’innovativa tastiera a due soli pulsanti: la tastiera superveloce, che consente di scrivere anche due messaggi contemporaneamente. Su Google maps, poi, la mappa diventa ad 8-bit, un pò come i video-game anni 80. Decisamente rivoluzionaria è la nuova app che aggiungerebbe a tutte le opzioni del proprio i-phone, anche quella di avere a portata di spruzzo un’ampia categoria di profumazioni ascellari. E per rimanere in tema di profumi, ecco che viene lanciato quello dell’Arsenal, nel senso che raccoglie tutte le varie profumazioni che caratterizzano quello stadio: da quella degli olii utilizzati dai calciatori a quella dell’erbetta appena tagliata, non tralasciando neppure quella della cucina dello chef della squadra! 

Camaleontica è la nuova Peugeot, che cambia colore a seconda dell’umore, e per rimanere in tema di rettili, ecco che dalla Svizzera arriva il geco che, con la sua efficace rapidità, neutralizza quello che da sempre costituisce un fastidioso problema per le povere mucche: le mosche.

Tra le tante bizzarre trovate delle più burlone compagnie aeree straniere, ve n’è una che propone una riduzione del costo dei biglietti a fronte di un aumento dei paganti, che però, ahimè, dovranno viaggiare in piedi. Ma la sfida più accattivante in questo settore la vince l’Italia, con la nascita, proprio oggi, di una compagnia a cui, una volta atterrato, pagherai solo quello che, secondo te, quel viaggio è valso.

La candidatura di Emilio Fede come sindaco a Cuneo non so che pesce d’aprile sia; ci sarebbe piaciuto di più se avesse comunicato che si leva dalle scatole una volta per tutte. E magari sarebbe stato bello che non fosse proprio il 1° aprile!

Nel giro delle bischerate sono rimasti coinvolti anche Camera e Senato, ed in particolare la bouvette, con il lancio della notizia secondo la quale, a seguito della visita del Presidente Monti a Pechino, sarebbero stati introdotti piatti cinesi nel menu. Peccato.. sarebbe stato un buon compromesso tra una cucina che trovo gustosa e la piaga cinese dell’igiene, così “diversa” dalla nostra.

Simpaticissimi i frati di Assisi, che sul loro sito hanno diffuso la notizia di una visitadi Adriano Celentano al sacro convento, confortata da un video con fotomontaggi che la rendevano decisamente molto credibile. E solo a sera hanno fatto sapere che si trattava di un pesce d’aprile quando, sempre sul sito, hanno commentato simpaticamente “Scherzi da frati!”.   

Nulla con tutto ciò, invece, purtroppo, pare avessero a che fare i pesci con cui certi giudici di Bari si facevano corrompere nella trattazione di certi processi: quelli pare fossero veri, saporiti e valevoli per tutto l’altro, mica solo per il 1° aprile!  😦

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 1 aprile 2012 in Curiosità dal mondo

 

Tag: , , , , , , ,

NON FATEGLIELO SAPERE ALLA SUA MAMMA..

L’essere madre ti rende inevitabilmente più sensibile a tutte le vicende che vedono coinvolti i bambini; un po’ perché ti ci immedesimi, un po’ perché ora sai quanto siano indifesi.. Non è che delle altre vittime di questo nuovo Titanic, quindi, non me ne importi …no, ma proprio non riesco a cancellare dalla mia mente l’immagine degli occhioni scuri e dolci di Dayana.

E penso.. che una madre certe cose non dovrebbe mai saperle, per cui, se potete, non ditegliele.

Non ditele che se non vedrà più la sua bambina è perché un uomo gradasso e incosciente, nel suo essere tanto piccolo voleva farsi grande, dimostrando di saper fare le cazzate e di saperle fare bene. Purtroppo, però, poi l’ha fatta male. Troppo male. Esageratamente male.

Non fatele sapere che se non sentirà più il calore delle sue manine premute sul viso o l’odore del suo respiro addormentato, a sera, quando andava a rimboccarle le coperte è perché qualcuno, forse più di uno, anziché dire subito le cose come stavano, ha pensato solo a come mettere in salvo la propria pelle.

Quella madre non dovrebbe saperle le vere ragioni, le porcherie, i dettagli di questa brutta storia e non dovrebbe poterla immaginare la paura negli occhi di malachite vivace della sua piccolina.. né il freddo che deve aver provato fuori avendo indosso solo il vestitino leggero della festa, e neppure il giubbotto salvagente, perché non ce n’erano abbastanza.. né la presa energica dei suoi pugnetti stretti al suo papà, che lei credeva tanto forte da difenderla da ogni pericolo e che invece deve aver lottato per lei, con lei, fino alla fine, ma senza successo.

Non fateglielo sapere se era ubriaco o no, drogato o no, psicolabile o no, colui che aveva nelle sue mani la responsabilità di molte vite, troppe, compresa quella della sua bambina, e che oggi ha il coraggio di chiedere al giudice in cosa mai abbia sbagliato nello stesso frangente in cui l’ultimo alito di fiato, soffocato e sofferto, rendeva quella sua creatura un angelo, che solo le sue nuove ali hanno potuto strappare alle indifferenti ed impietose onde del gelido mare.

Raccontatele che l’hanno vista, divertita e allegra come non lo era mai stata fino ad allora, andare via a cavallo di energici delfini, che cantando e danzando l’hanno rapita alla paura ed al dolore, al freddo infinito ed al tormentato chiedersi ..perché proprio a lei, perché in un modo tanto atroce e così lontana dal calore buono delle braccia della sua mamma..

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 20 gennaio 2012 in Curiosità dal mondo

 

VI RACCONTO LA STORIA DI ATHOS

Dopo ondate riluttanti di notizie sconcertanti, preoccupanti, allarmanti, ho bisogno di una buona storia che mi restituisca un pò di ossigeno. Per fortuna se ne trovano ancora. E l’unico commento che chiedo di concedermi su questa dannata storia della Concordia, e dei morti, e dei vivi teste di cazzo, è che se Athos fosse stato il Comandante di quella nave, forse in molti si sarebbero salvati.

Athos era un cane nato e vissuto su un traghetto, il “Jolly Amaranto”, a bordo del quale da cinque anni aveva girato mezzo mondo senza mai mai scendere a terra. Nel dicembre del 2010 succede, però, che l’imbarcazione resiste a tre giorni di tempesta e quella notte, alle 3, un rimorchiatore riesce finalmente a mettere in salvo tutto l’equipaggio, Athos compreso e, come prevede la legge del mare, alle 5.25 anche il Comandante ed il primo ufficiale di coperta abbandonano la nave, che lentamente si era già inclinata sul fianco in prossimità del porto di Alessandria d’Egitto. 

Ma Athos non ce la fa; non ce la fa a vedere affondare la sua casa, la sua vita, i suoi ricordi in quella dannata tempesta e, cogliendo tutti di sorpresa, si lancia dal rimorchiatore e nuota in direzione del relitto semisommerso. E annega tra le onde generate dalle eliche del rimorchiatore. Un marinaio si tuffa, disperato, tenta di salvarlo e a sua volta necessita di soccorso perchè rischia di annegare anche lui, che però per fortuna viene tratto in salvo. Ma per Athos, purtroppo, non c’è nulla da fare.

E’ questa la storia di Athos.. 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 19 gennaio 2012 in Curiosità dal mondo

 

Tag: , , , ,

REINCARNAZIONE. LA STORIA DEL PICCOLO CAMERON

Molti di voi avranno già sentito questa storia. Il protagonista è un bambino, Cameron, che nasce e vive in Scozia, a Glasgow. Oggi dovrebbe avere all’incirca 10 anni, ma la sua vicenda iniziò a diventare un caso quando lui aveva appena due anni e incominciò a pronunciare le sue prime parole, attraverso cui chiedeva dell sua mamma …della sua mamma “vera”. Norma Macaulay, la mamma, appunto, inizialmente non fece troppo caso a questa cosa, finchè alle richieste del figlio non si andarono, via via, aggiungendo strani dettagli. Per esempio, Cameron chiedeva sempre più frequentemente dove fosse andato a finire il suo cane maculato, la macchina nera e, più tardi, la casa bianca con i mattoni rossi in riva al mare. Ma nessuno di questi dettagli era noto alla mamma, nè era un qualcosa in cui il piccolo aveva potuto imbattersi nella sua breve vita. Le descrizioni, però, andarono facendosi via via sempre più dettagliate, tanto da arrivare ad indicare luoghi precisi in cui Cameron certamente non era mai stato: la casa, infatti, si sarebbe trovata sull’isola di Barra, a 300 km da loro. Col trascorrere degli anni, i racconti dei compagni, della mamma dai capelli lunghi e castani, dei suoi fratelli, del nome di suo padre – Shane Robertson – morto investito sulle strisce pedonali, divennero sempre più presenti, nitidi, spaventosamente dettagliati. Nella sua attuale vita, invece, Cameron vive con mamma Norma, che è single, e un fratellino di un anno più grande di lui.

Potete comprendere lo sconcerto di quella povera donna davanti alle domande e ai racconti sempre più incisivi del suo bambino, che ancora chiedeva di poter rivedere la sua mamma e tranquillizzava Norma in merito al fatto che non bisogna temere la morte, perchè si ritorna, e che lui si chiamava Camerona anche prima. Il tempo passava ancora, e le lagnanze del bambino si fecero più di ordine “pratico”: lamentava di avere solo un bagno qui, in questa nuova casa, mentre nella precedente ne avevano tre, e il fato che con la precedente famiglia viaggiava molto, mentre con Norma non si era mai spostato dalla Scozia.

L’apice lo si raggiunse quando Cameron, a decorrere dal suo sesto compleanno, iniziò a piangere con insistenza, perchè voleva riabbracciare sua madre e a quel punto a Norma non rimase da fare altro che programmare un viaggio, con  tanto di telecamera e di direttore di una clinica di psichiatria infantile esperto in reincarnazioni al seguito. Destinazione: isola di Barra.

Dopo aver girato un pò, ecco che, con grande entusiasmo, Cameron riconobbe la “sua” casa, che però sembrava abbandonata. Il piccolo, allora, entrò da un ingresso segreto secondario, che tante volte aveva disegnato a sua madre. Nella casa, dove effettivamente vi erano tre bagni, trovarono anche delle fotografie, tra cui quella del cane maculato. Tutto quello che il piccolo aveva raccontato era effettivamente lì.

Notando che, appunto, della famiglia non c’era traccia, attraverso il nome del padre, Norma e lo psichiatra si recarono in anagrafe, dove scoprirono che quella famiglia era vissuta effettivamente, ma molti anni prima e che si erano trasferiti in un altro posto.

Dopo essere rientrato in contatto con il suo passato, Cameron tornò alla sua vita attuale, come se se ne fosse fatto una ragione, accettando la sua “nuova” mamma e tutto il resto.

Questa, occorre ammetterlo, è una storia forte, una di quelle che ti augureresti di non vivere mai, anche perchè avvertire quell’angoscia nel tuo bambino, che desidera tornare tra altre braccia che non sono le tue, e soprattutto sapere che quelle braccia, comunque, non esistono più nel mondo, deve fare proprio male!

Ve l’ho voluta raccontare, così come vi potrei raccontare anche tante altre storie di mistero, ma questa trovo sia particolare – e, comunque, facendo una veloce ricerca vi accorgereste che non è un fatto isolato – perchè offre una testimonianza genuina e autentica sulla reincarnazione, la cui esistenza io personalmnte do’ assolutamente per certa..

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 5 novembre 2011 in Curiosità dal mondo

 

Tag: , , ,

DONAZIONE DI SANGUE VIETATA AI GAY: E’ GIUSTO?

No. Su questo, non ho dubbi: è una discriminazione bella e buona. E ora vi dico il perchè.

E’ notizia proprio di ieri quella di una ragazza, omosessuale, che si era recata presso il Policlinico Umberto I di Roma per donare il suo sangue, ma quando i sanitari hanno scoperto la sua convivenza con un’altra donna, glielo hanno impedito e l’hanno mandata via. Un altro precedente, poco più di un anno fa: questa volta si trattava di un uomo che si era recato presso il Policlinico Gaetano Pini di Milano, e in quell’occasione si è sentito rispondere che è previsto così in tutto il mondo (tranne, pare, in Spagna).

Parliamone. Un anno fa, Sirchia – in qualità di ematologo del Policlinico di Milano ed ex primario del centro trasfusionale dello stesso ospedale, nonché ex ministro della salute – spiegò che si era giunti a questa scriminante in quanto la letteratura scientifica mondiale ritiene che i rapporti omosessuali sono da considerarsi comportamenti a rischio. A detta del medico, in Italia “la legge è abbastanza ambigua, perché dice che non possono essere assoggettati a prelievo i candidati donatori che sono ad alto rischio o a rischio più elevato del normale, però non dice quali sono questi rischi“.

Sirchia aggiunge che la priorità assoluta è tutelare i pazienti ed impedire che nuovi casi di epatite o di sieropositività li espongano a pericolose contaminazioni, così com’è avvenuto in passato. E fin qui siamo tutti daccordo. Aggiunge anche che se la priorità, appunto, è quella di tutelare i pazienti, non può essere importante ferire la sensibilità del donatore.

Altra cosa utile alla riflessione è il fatto che le analisi a cui il donatore si sottopone fotografano lo stato di salute attuale ma non sono in grado di individuare eventuali nuovi virus che si siano instaurati nel suo organismo più recentemente. Per lo stesso motivo, infatti, pare sia prassi prevedere tempi lunghi per una nuova donazione se il donatore è reduce da un viaggio in Africa, nonostante abbia rispettato a pieno tutta la profilassi e goda di ottima salute; allo stesso modo, lo scorso anno doveva aspettare chi faceva rientro dall’Inghilterra, perchè lì era più comune la contrazione del virus della mucca pazza.

Detto questo, riflettiamo. Va bene, possiamo anche annoverare il gay tra le categorie a rischio (parlano i sondaggi, io continuo a non riuscire a vederla così…), ma tra gli etero una controllatina non ce la vogliamo dare?

Iniziamo a “buttare un occhio” qua e là. Nelle periferie delle grandi città ci sono mucchi di transessuali che, fino all’alba, accolgono clienti che attendono il turno compostamente in fila, con la speranza di dare sfogo alle più bieche perversioni. Ma chi credete ci sia in quelle macchine? Esclusivamente uomini single e omosessuali? No, no e no, perchè anche qui sono state fatte ricerche, ed è emerso che i frequentatori dei transessuali sono spessissimo normalissimi ed insospettabilissimi padri di famiglia. Anzi, addirittura talvolta è venuto fuori che l’insospettabile padre di famiglia era proprio quello che stava battendo il marciapiede. Quei padri di famiglia, poi, tornano a casa e, prima o poi, un rapporto con l’ignara moglie vedrai che gli capita. Ovviamente, rapporto non protetto. E lei è una donatrice considerata con tutte le credenziali a posto; ma che abbia contratto un brutto virus non sfiora il dubbio di nessuno.

Sempre tra gli insospettabili, ci sono uomini d’affari che a sera portano le loro stimatissime signore a farle sbattere da focosi sconosciuti all’interno di privè, spessissimo in modo non protetto, anche se in quei posti il virus lo si può contrarre anche solo toccando quei divanetti di velluto sudicio ed impregnato di umori appassiti. Eppure, se vanno a donare il sangue, vengono accolti con l’inchino. A qulcuno è mai venuto in mente da andare ad acquisire i registri di certi club e di bandire tutti gli iscritti dalle liste dei donatori? Non credo proprio..

Al mio paese, qualche anno fa venne fuori uno scandalo che riguardava madri di famiglia, mogli insospettabilissime di soggetti in vista della città che, a mattina, dopo avere diligentemente accompagnato i figli a scuola, si recavano a pagamento a soddisfare i desideri di altri insospettabili facoltosi. Prostitute d’alto bordo? Escort? No, poverette: solo responsabili donne impegnate ad arrotondare il budget familiare. Zoccole, in pratica. Che, magari, erano pure sistematiche donatrici di sangue. Anche loro, senza destare sospetti.

Ci sono un’infinità di persone che amano immensamente gli animali domestici; ma li amano tanto immensamente da adoperarli per i loro appagamenti sessuali. Allarme, questo, più volte lanciato dalle associazioni a protezione degli animali (quelli veri, quelli con il pelo, e non di quelli che, invece, così meriterebbero di essere definiti). Purtroppo, detti “abusi” (ma io mi sono sempre augurata che all’animale la cosa non dispiacesse affatto) avvengono nell’intimità delle quattro mura ed è difficile sapere se qualcuna queste bestie, poi, va a donare il sangue.

Quindi, abbiamo deciso che i gay appartengono ad una categoria a rischio, ma ne abbiamo escluse molte e molte altre pericolosissime. Può davvero considerarsi un razionale sistema di discernimento e tutela quello attualmente adottato nel nostro Bel Paese e, a detta di alcuni, anche in tutto il resto del Mondo? Può??!

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 31 ottobre 2011 in Curiosità dal mondo

 

CEFALEA: SE NE SOFFRI, NO AL SESSO

Un quinto della popolazione italiana, pari a circa 12 milioni, è affetto da cefalee. Di questi, un milione è addirittura al di sotto dei 14 anni. A dirlo è la Societa’ Italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), che si è riunita, in questi giorni, in congresso a Riccione. Secondo i dati analizzati, il mal di testa sarebbe la prima causa di rinuncia alla vita sociale, inciderebbe pesantemente sulle assenze lavorative, determinandone una media di 5 giorni a trimestre, e nell’11% dei casi, chi ne soffre si rivolge al Pronto Soccorso. Inoltre, nonostante l’offerta farmacologica, una persona su quattro non va dal medico e si cura da sola, optando in prima battuta per algesici e antinfiammatori, facendone un uso spesso eccessivo. Ma emerge anche che buona parte degli italiani che ne soffrono sono piuttosto scettici verso una potenziale guarigione, anche in virtù del fatto che, attualmente, il Sistema Sanitario Nazionale non prevede alcun trattamento per le cefalee, probabilmente considerato un disturbo ‘fantasma’.

Ma valutiamo qualche causa. In un’altissima percentuale dei casi pare che il mal di testa sia scatenato dallo stress quotidiano e, in pari misura, da una scorretta postura, seguiti da carenze di sonno e problemi legati al ciclo mestruale. Altre cause sono da ricercarsi in certi tipi di odore, tra cui vi sono sia quelli dolci che quelli di aglio, cipolle, noce moscata ed altre spezie.

Una buona parte di responsabilità è da attribuirsi al clima, agli sbalzi repentini di temperatura e di pressione. Ma siete a rischio cefalee anche quando amate apparire: tacchi alti e visite frequenti dal parrucchiere non sono affatto di aiuto. Se potete, poi, evitate di saltare i pasti, perchè questo non farebbe che aumentare il problema, a causa delle oscillazioni di glicemia.

Dallo studio, sembrerebbe che sono molti i soggetti che si rivolgano addirittura ai maghi! Ma poi, constatata l’inefficacia del trattamento, tornano ad orientarsi verso metodi più tradizionali.

Ciò che, invece, pare dovrebbe essere evitato sarebbe il sesso, che acuirebbe il fastidio. Ma poi c’è un altro studio, condotto da un neuropsichiatra britannico, secondo cui l’attività sessuale farebbe sembrare più giovani di sette anni e garantirebbe una sorta di elisir di salute. Il sesso può fare più e meglio della ginnastica fatta in palestra per la colonna vertebrale, abbassa la pressione sanguigna, aiuta a dormire meglio, mette di buon umore, induce a bruciare almeno 200 cal a rapporto, allontana gli attacchi di fame, implica una riduzione del dolore fino al 70%. Ancora… con una produzione maggiore di saliva, rende i denti più sani; rende belli perchè l’aumento di certi ormoni fortifica le cellule dei capelli e fa splendere la pelle del volto; aumentano le difese immunitarie; grazie all’aumento della prolattina si riduce lo stress; il cuore ne esce decisamente rafforzato; l’amore, come sentimento, infine, ne uscirebbe rigenerato.

Allora?! Non conviene, a questo punto, lasciarsi vincere da qualche attacco di emicrania, di tanto in tanto?!

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 9 ottobre 2011 in Curiosità dal mondo