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I VERI MOTIVI PER CUI IL PAPA SI E’ DIMESSO

PAPANon lo so, è ovvio. Ma qualche considerazione viene facile farla. Perchè che Benedetto XVI lascia così, di punto in bianco, la poltrona papale per il “bene della chiesa” non mi convince per niente. E, lo confesso, mi fa anche un pò paura.

Facciamo rapidamente il punto. Tra due settimane si vota, ed è uno dei momenti più critici della Storia del Paese, che era in un forte stato di depressione ma si accinge a riconfermare un voto proprio a coloro che, a vario titolo, ne hanno determinato il declino. Alternative non ce ne sono: comunque andrà, sarà una sconfitta clamorosa. In tutto questo, la chiesa aveva già manifestato il suo appoggio a Monti. Ma ecco il colpo di cena: il papa, che finora non ha mai manifestato significativi segnali di sofferenza, improvvisamente si dimette. Dice che è per stanchezza. Si comporta come un vecchio impiegato delle Poste che, ad un certo punto, consapevole di non poter andare oltre nella sua carriera, decide che va bene così, che può decidere di andarsi a riposare altrove. Ma a chi la vuole raccontare? Chi sale sul soglio pontificio non si lascia spaventare dall’età che avanza, il suo predecessore la Sua missione se l’era incollata addosso e non posso credere che non lo avesse fatto anche Benedetto.

Ora, invece, facciamo un passo indietro, alla stagione infuocata dei corvi in vaticano, della fuga di notizie, dell’arresto del povero Paolo Gabriele. All’epoca, qualcuno parlò di quel poveraccio come la pedina ultima di un disegno molto più complesso e tutt’altro che Divino, architettato da una cordata trasversale di cardinali che aveva tutta l’intenzione di creare un forte scompiglio; forse, addirittura anche a scapito di Benedetto. E secondo me, lui, il papa, questo lo aveva capito bene.

Adesso, due sono le possibilità. O lo stesso Benedetto è rimasto vittima di una sorta di complotto, e, sapendo di essere ricattabile, ha preferito assecondare il disegno ed uscire dalla porta anzichè rischiare di volar via dalla finestra, portandosi dietro tutto il peso di un qualche scandalo, oppure (e questa seconda ipotesi gli andrebbe un pò più a favore) si è reso conto di essere circondato da uno stuolo di depravati con la cui sagacia non può competere. Ma francamente a quest’ultima possibilità non ci credo proprio..

Riepiloghiamo le tappe. Poco prima di Natale, il 22 per l’esattezza, Benedetto concede la grazia a Paolo Gabriele. Il Paese è nel pieno della campagna elettorale e due giorni dopo Natale, il 27, il vaticano manifesta il suo pieno appoggio a Monti. Il 6 gennaio nomina il fido Georg vescovo. Sta benone, seppure anziano non lascia minimamente immaginare che cotanta stanchezza lo indurrà, di lì a poco, a dare la notizia shock delle sue dimissioni.

E posso azzardare a dire anche un’altra cosa che penso? Ratzy ha voluto che il messaggio della stranezza delle sue dimissioni fosse ben chiaro. Cioè.. voglio dire… se lo avesse fatto tra 2 o 3 mesi, oppure 2 o 3 mesi fa, magari simulando un finto malore, non avrebbe sollevato questo polverone di sospetto. Invece no, lui ha calcolato tutto: della serie, io me ne vado perchè devo, sono costretto a farlo, ma facciamo in modo che ciò sia chiaro a tutti. 

Ora cosa tocca aspettarsi? Non si sa. Ma trattandosi di giochi a sì alti livelli, non credo si possa trattare di nulla di buono; e se, qualunque cosa sia, la si immagina intrecciata a dovere a fattacci politici di allarmante gravità, diciamo pure che certamente si tratterà di sorprese decisamente nefaste. Chi vivrà vedrà. Amen.

Ma, nel frattempo, io urlo: “Sarà vero dopo Miss Italia aver un Papa nero? No me par vero..”

 
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Pubblicato da su 11 febbraio 2013 in Come la penso su...

 

I MIEI BUONI PROPOSITI PER IL 2013

Fine anno, tempo di bilanci. Ed occasione propizia per aggiustare un pò il tiro. Su, sarò sincera.. di questo 2012 io personalmente non ho da lamentarmi: mangiare.. abbiamo mangiato; dormire.. figli permettendo, abbiamo dormito; il lavoro, grazie al Cielo, c’è; mettiamoci pure che siamo scampati all’autodisintegrazione del mondo tanto pronosticata dai Maya. La salute non ci è mancata, e questa è la cosa più importante. Di amici, sono rimasti giusto i migliori, dopo aver fatto una saggia potatura degli inutili rami secchi. I parenti sono tutti affettuosi e generosissimi, presenti nonostante la distanza, e manco di loro posso lamentarmi. Quelli acquisiti …non pervenuti, nel senso che, esclusa mia suocera, di cui, tutto sommato, non ho quasi nulla da dire (e quando ce l’ho, gliela dico), con gli altri sussiste un reciproco ignorarsi, che dal 2013 s’infittirà.. e ora vi spiego perchè.

Perchè  uno dei miei (pochi) buoni propositi è quello di considerare chi mi considera e segar fuori tutti gli altri. E se prima un pò mi dispiaceva, ora.. scusate la schiettezza dovuta …me ne fotto sonoramente!

POSITIVITA’. Ecco l’aspetto principale. Non che mi manchi, non credo affatto di essere una musona, cerco quanto di buono può esserci in ogni situazione, chiaramente nei limiti del possibile, ma desidero guardare il mondo con colori ancor più vividi, certa di poter campare ancora meglio di ora.

2013

Un bricioletto di DIPLOMAZIA sul lavoro, che lì di pazienza ne serva tanta, e se ci si infuoca non si costruisce nulla di buono! Fuori no; fuori mi voglio schietta così come sono.

Poi? Boh.. A servizio della gente già ci sono e se già facessi bene quello che devo, sarebbe una gran cosa. Ah, sì, ecco: un pochino meno irruenta quando mi si toccano certe corde, e mia madre in questo è bravissima. Non sono sicura di poterci riuscire, in quei momenti credo mi colga proprio il pazzo, ma magari posso provarci, và!.. E anche un poco poco poco più tollerante, ma anche in questo caso lo so che è una bella scommessa..

Di fedeltà non devo prometterne: per me esiste solo ed esclusivamente mio marito. Così come inviolabile è l’amicizia e la protezione verso le persone che amo. Di Dio continuerò ad averne uno solo, ma senza ombra di dubbio non sarà lo stesso a cui si ispira il papa e quello stuolo ridicolo e tracotante di vescovi e cardinali. Ma snobberò anche loro; finchè non me ne capiterà uno a tiro mentre sarò a bordo della mia fuoriserie.. Su, e che diamine: se mi capitasse un’occasione simile, ma sai quanto me ne fregherebbe dei miei buoni propositi???!!   ;D 

 
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Pubblicato da su 30 dicembre 2012 in Come la penso su...

 

SE DICO “MAYA” …TU A CHE PENSI?

200791911845_apemaiaE’ proprio il caso di dirlo: non ne usciremo vivi. Non tanto dalla profezia, quanto, invece, dall’ansia struggente di quel giorno, dal trottolio inquieto che massaggia i cervelli che si chiedono come avverà, dove, quando, cosa ne sarà di noi dopo..

Io resto sospesa a metà e registro gli umori. E questa, forse, è la posizione peggiore: quella di chi non si è fatta un’idea precisa e ondeggia tra una possibilità  ed un’altra del tutto opposta. Quindi, tra chi per quel giorno ha prenotato una risonanza magnetica, noncurante dell’idea di rimanere dentro il tubo se, improvvisamente, dovesse verificarsi un black-out.. e chi sta traccheggiando per procurarsi i kit di sopravvivenza.

In particolare, un mio collega, che oggi è riucito a dipingermi l’imminente temporale e la coincidenza di una scossicella di terremoto a Vallerotonda come l’inizio della preannunciata catastrofe. E vi assicuro che detto nella penombra di un gelido ufficio, illuminato solo da una lampada da tavolo, mentre fuori i nuvoloni grigi vengono squassati da lampi accecanti, ha un suo effetto. Lui non ha dubbi: qualcosa accadrà, e per non rischiare di farsi trovare impreparato, sta procurandosi ogni sorta di utilità. Mi meraviglia com’è che non abbia ancora iniziato a costruirsi l’arca di Noè, visto che siamo proprio di fronte al mare e basterebbe un cavallone più spiritoso degli altri per farci vedere i sorci verdi!!

Io ondeggio.. titubante su cosa indosserò quel giorno, quale profumo, se è meglio calzare scarpe comode per correre via o quelle bellucce col tacco caso mai dovessero arrivare le tv a riprenderci. Ci penserò su, anche se il tempo, in effetti, è poco.

Ma intanto un fatto è certo: se mi dici Maya, ancora e nonostante tutto, quel che mi viene in mente è ancora e solo una simpaticissima apetta..

 
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Pubblicato da su 17 dicembre 2012 in Come la penso su...

 

PRODOTTI CONAD: QUALITA’ A PREZZI CONTENUTII

Vi assicuro che non recepirò un solo centesimo per questa pubblicità, per cui vi credo di prendere davvero per buono quello che sto per dirvi. E fare almeno una prova. Se vivete in un posto in cui c’è un supermercato CONAD, provate ad acquistare tutti i prodotti con quel marchio. Del resto, girando tra gli scaffali vi accorgerete che hanno rifatto praticamente quasi tutto, dandovi la possibilità, almeno per fare solo una prova, di sostituire la pienezza del carrello anzichè con prodotti di marca, con gli omologhi con marchio CONAD. Una volta a casa, usandoli o mangiandoli, vi accorgerete che non differiscono di molto rispetto ai cugini griffati, ma che il saldo è venuto di gran lunga meno del solito.

Da una verifica dei partners del marchio, poi, si può facilmente constatare che non si sta parlando di sottomarche da discount di periferia. E siccome ritengo che in peeriodi di magra come questo sia, comunque, importante non rinunciare alla qualità, quello offertoci da CONAD è davvero un ottimo compromesso.

Un solo consiglio …ma questo vale per qualunque spesa da farsi in qualsiasi posto: portate sempre con voi la lista della spesa ed attenetevi a quella, senza farvi prendere dalla curiosità, dalle promozioni (che nel caso di CONAD sono sempre tante) o dal crampo allo stomaco che vi coglie in quel momento..

We, fatemi sapere com’è andata, eh! Mi raccomando..

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2012 in Come la penso su...

 

IL VERO CRIMINE CHE QUESTI POLITICI HANNO COMMESSO

Ci hanno fatto un male cane, ma in pochi hanno capito veramente il perchè. Ragazzi ..i buchi nei bilanci, prima o poi, potranno esser ripianati. Si potrà legiferare in modo da risarcire le falle di sistema. Potranno andarne a casa alcuni ed arrivarne altri al loro posto.

Ma c’è una cosa, purtroppo, che difficilmente si rialzerà, ed è il livello della nostra moralità. Mi spiego meglio: vi ricordate quando, un pò di anni fa l’allora Ministro De Michelis fece scalpore perchè …nientepopodimeno.. amava andare a ballare in discoteca? Con i soldi suoi, eh!, mica con quelli del partito! Eppure questa cosa fece tanto rumore. Ed eravamo alla fine degli anni Ottanta, mica un secolo fa.. E poi, vi ricordate di quando l’Onorevole Mele si fece beccare in una stanza d’albergo a gorgheggiare con una prostituta a cui aveva ceduto della cocaina e che aveva avuto, poi, il cattivo gusto di sentirsi male e gettarlo davvero in un mare di guai? La cosa ci lasciò allibiti. Ed era appena il 2007.

Beh, sono bastati pochi anni, solo una manciata di mesi, per farci arrivare a far spallucce davanti ad un Presidente di Consiglio che si fa fare il solletico da una minorenne e che tira in ballo il suo potere prendendo per il culo un Questore. Scuotiamo la testa se una come la Minetti di giorno fa il Consigliere e di notte si trasforma nella Maitresse di un grande bordello. Ci soffermiamo ad immaginare, ma senza poi troppo sdegno, Fiorito che balla con una maschera da porco, anche se in fondo non è che occorra poi troppa fantasia..

Insomma… voglio dire: il perduto livello di moralità non ce lo restituirà nessuno. Quel senso opportuno del pudore, quello che ci faceva arrossire e vergognare per chi era stato scoperto a far cose che non si dovrebbero fare, che le persone normali non fanno. Se tutto ci sembra sopportabile, da qui a raschiare il fondo sarà un attimo. Perchè tutto può essere ripristinato, rimesso a posto, tranne il senso delle cose.

Nonostante, però, la brutta prospettiva, voglio ancora sperare ch un domani mio figlio, sfogliando un libro di Storia, possa chiedermi: “Mamma, ma è vero che tra alcune Ministre – Gelmini, Brambilla, Carfagna – messe da Berlusconi in Parlamento era intercorsa una telefonata in cui l’una tentava di spiegare all’altra la miglior tecnica per avere un rapporto orale con il Presidente in modo da non crergli problemi alla prostata?”. Arrossirei, e mentendogli probabilmente risponderei che no.. non ricordo affatto una roba del genere. Ma gioirei del suo stupore, perchè significherebbe che la sua generazione avrà recuperato un pò della moralità che sti bastardi hanno messo sotto i piedi. Pisciandoci sopra.

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2012 in Come la penso su...

 

LE FOTO NELLE CASE

Non sono mai riuscita a mettere una foto esposta in casa mia. Mai. Nè quelle di quando ero piccola e giacevo, sorridente e ignara, con la patatina in bella mostra, nè di quando mi sono sposata e nè, addirittura, dei miei bambini. La sola idea di rivedere diversi, in quegli scatti, sia me che i miei cari mi crea ansia. E il bello è che proprio non capisco come, invece, l’ansia non venga a quelli che, invece, riproducono una sorta di piccolo museo su una mensola o su un tavolino o una credenza. Mia madre, per esempio, ha sistemato diverse foto su un pianoforte, in casa sua. In principio c’era una bella foto di me con una cuginetta e poi un’altra con mia nonna. Poi mia nonna è morta, e anche i nonni sono morti, e ora che è morta anche l’ultima nonna, c’è anche una foto di lei con il nonno, che era già morto da anni e ne aveva anche una lui da solo; e a tutti loro è stata aggiunta una foto di mio suocero, morto pure lui. Allora ho pregato mia madre di levarmi via da lì, perchè ogni volta che mi capita il colpo d’occhio mi viene il freddo: per sorridere da una foto del passato a quanti vorranno ricordarmi voglio sperare ci sarà sempre tempo..

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2012 in Come la penso su...

 

PORTATE I VOSTRI FIGLI A VISITARE LA CASA DI..

..Garibaldi. Ve lo consiglio vivamente. A Caprera, un’isolotto collegato a La Maddalena da una lingua di asfalto.

Non vi sta parlando una vibrata da profondo sentimento patriottico. Certe volte mi chiedo cosa sarebbe stato del nostro Bel Paese se non si fosse perseguita l’Unità e altre, quando esagero con i pensieri, arrivo a chiedermi se unire popoli tanto diversi sia stato davvero un bene. Liberarli dal nemico, sì; ma unirli?

Quindi, tralasciando queste sgangherate riflessioni, torniamo alla casa di Garibaldi e a questa tanto discussa figura. Purtroppo, è un dato di fatto che se si chiede oggi ad un adolescente chi sia Garibaldi, c’è una buona percentuale di possibilità che risponda “E’ quello della pubblicità della TIM”. In tal caso, siete autorizzati a prenderlo a sberle. Altra possibilità è che guardando la pubblicità della TIM e chiedendo all’adolescente chi sia quel personaggio, vi risponda “Boh!”. corcatelo di mazzate, che se le merita tutte.

Dicevamo, dunque, della casa di Garibaldi. Varcando quella soglia, come per magia.. per alchimia.. si viene proiettati nel passato di quell’uomo, così ..progressita.. per quei tempi, ma anche per i nostri. Ma non voglio anticiparvi nulla. Quello che, però, pi di tutto mi ha colpita è quell’aria di tenacia, di caparbietà, di forza di volontà, di desiderio e determinazione nel perseguimento di un obiettivo. Tutti sentimenti che, purtroppo, i nostri ragazzi di oggi non sanno neppure dove stanno di casa. Ed è per questo che tocca portarli a visitare la casa di Garibaldi!

Una piccola riflessione. Anche ai tempi di Garibaldi, proprio come oggi, le donne erano le vere Comandanti tra le quattro mura domestiche. L’Eroe dei Due mondi, Mille uomini al seguito e mille battaglie combattute, ferite di guerra, freddo e fame a temprare quest’uomo, che poi è stato miseramente condizionato dal volere della sua seconda moglie, Francesca, una torinese tutta impettita e con una faccia tutt’altro che simpatica. Mo, io dico.. no?.. mica Francesca aveva un qualche motivo per avercela con Anita, la prima moglie di Giuseppe, per altro morta e sepolta già da un bel pezzo! La loro non era una storia competitiva con il fantasma di una che poteva tornare a metterci tra loro lo zampino; al massimo, il fantasma di Anita poteva tornare a tirarle i piedi dentro al letto durante la notte, ma nulla di più. Eppure, quell’arcigna tant’ha detto, tant’ha fatto, che in nessun modo ha permesso che le ceneri di Anita e quelle di qualche altro figlio defunto di lei e Giuseppe venissero accostate alla tomba di quel pover’uomo E lui, rassegnato, giace lì, con accanto i due figli avuti da Francesca e da lei stessa, che evidentemente veglia pure da morta sul sonno del marito.. Poveraccio.

 
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Pubblicato da su 8 luglio 2012 in Come la penso su...