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PORTATE I VOSTRI FIGLI A VISITARE LA CASA DI..

08 Lug

..Garibaldi. Ve lo consiglio vivamente. A Caprera, un’isolotto collegato a La Maddalena da una lingua di asfalto.

Non vi sta parlando una vibrata da profondo sentimento patriottico. Certe volte mi chiedo cosa sarebbe stato del nostro Bel Paese se non si fosse perseguita l’Unità e altre, quando esagero con i pensieri, arrivo a chiedermi se unire popoli tanto diversi sia stato davvero un bene. Liberarli dal nemico, sì; ma unirli?

Quindi, tralasciando queste sgangherate riflessioni, torniamo alla casa di Garibaldi e a questa tanto discussa figura. Purtroppo, è un dato di fatto che se si chiede oggi ad un adolescente chi sia Garibaldi, c’è una buona percentuale di possibilità che risponda “E’ quello della pubblicità della TIM”. In tal caso, siete autorizzati a prenderlo a sberle. Altra possibilità è che guardando la pubblicità della TIM e chiedendo all’adolescente chi sia quel personaggio, vi risponda “Boh!”. corcatelo di mazzate, che se le merita tutte.

Dicevamo, dunque, della casa di Garibaldi. Varcando quella soglia, come per magia.. per alchimia.. si viene proiettati nel passato di quell’uomo, così ..progressita.. per quei tempi, ma anche per i nostri. Ma non voglio anticiparvi nulla. Quello che, però, pi di tutto mi ha colpita è quell’aria di tenacia, di caparbietà, di forza di volontà, di desiderio e determinazione nel perseguimento di un obiettivo. Tutti sentimenti che, purtroppo, i nostri ragazzi di oggi non sanno neppure dove stanno di casa. Ed è per questo che tocca portarli a visitare la casa di Garibaldi!

Una piccola riflessione. Anche ai tempi di Garibaldi, proprio come oggi, le donne erano le vere Comandanti tra le quattro mura domestiche. L’Eroe dei Due mondi, Mille uomini al seguito e mille battaglie combattute, ferite di guerra, freddo e fame a temprare quest’uomo, che poi è stato miseramente condizionato dal volere della sua seconda moglie, Francesca, una torinese tutta impettita e con una faccia tutt’altro che simpatica. Mo, io dico.. no?.. mica Francesca aveva un qualche motivo per avercela con Anita, la prima moglie di Giuseppe, per altro morta e sepolta già da un bel pezzo! La loro non era una storia competitiva con il fantasma di una che poteva tornare a metterci tra loro lo zampino; al massimo, il fantasma di Anita poteva tornare a tirarle i piedi dentro al letto durante la notte, ma nulla di più. Eppure, quell’arcigna tant’ha detto, tant’ha fatto, che in nessun modo ha permesso che le ceneri di Anita e quelle di qualche altro figlio defunto di lei e Giuseppe venissero accostate alla tomba di quel pover’uomo E lui, rassegnato, giace lì, con accanto i due figli avuti da Francesca e da lei stessa, che evidentemente veglia pure da morta sul sonno del marito.. Poveraccio.

 
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Pubblicato da su 8 luglio 2012 in Come la penso su...

 

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