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LA “PECORELLA” CHE SEPPE TENER TESTA AL SORCIO

29 Feb

Equilibrio e dignità. Il carabiniere aggredito, verbalmente attaccato, da un puzzolente manifestante in Val di Susa ha conquistato il plauso di tutte le persone per bene. Perchè le persone per bene avrebbero avuto non poche difficoltà a rimanere impassibili sotto il tiro delle becere stronzate che gli sono piovute addosso, così come ha saputo fare lui.

Quel sorcio una cosa vera l’ha detta: per quel che guadagna, non vale la pena. Non sarebbe valsa la pena fottersi chissà quanti stipendi futuri appresso agli avvocati, dopo avergli smontato, uno per uno, i putridi dentini con ripetute percussioni di tonfa. Quindi, è stato intelligente e saggio, facendo prevalere il buon senso.

Quello stesso sorcio, però, oltre a quanto guadagna il carabiniere, avrebbe dovuto avere anche l’onestà intellettuale di dire quanto sia facile fare il mantenuto, perchè se in un giorno feriale, anzichè starsi a guadagnare la pagnotta, non aveva trovato nulla di meglio da fare che insultare in un modo tanto gratuito e malvagio uno che era lì per fare solo il proprio dovere, vuol dire che a casa ha chi lo mantiene, chi gli fa trovare un piatto caldo quando torna, quando si è stufato di fare il combattente.

Sia chiaro.. non contesto le loro contestazioni: siamo in un Paese “libero”, o almeno così dicono, e ognuno ha il diritto di acconsentire o dissentire, e talvolta di scegliere anche forme più energiche di dissenso se con quelle precedenti non ha raggiunto l’obiettivo. Ma parlare in quel modo è da vigliacchi. Semplicemente.

Quel sorcio lurido e puzzolente dovrebbe provare a viverla per una settimana la vita di quel carabiniere che ha così platealmente tentato di umiliare. Dovrebbe dormire nelle stesse camerate, cagare nei cessi condivisi con tutti gli altri, mangiare in mense dove il sapore del cibo è sempre uguale, percorrere chilometri e chilometri, di giorno e di notte, sia col caldo che col freddo, per raggiungere posti lontanissimi, come la Val di Susa.

Ma tanto.. quel sorcio lurido e puzzolente deve solo aspettare. Forse ci vorranno mesi, se non addirittura anni, ma potrebbe capitargli, un giorno, di cacciarsi in un guaio.. che ne so.. una bella rissa, in cui potrebbe avere la peggio, finchè arriva la “pecorella” che lo tira via, salvandogli la vita inutile da morte certa, e guardandolo nella faccia da cazzo tumefatta, potrebbe dirgli: “Un coglione come te non ha bisogno di nessun numero distintivo, perchè la tua faccia da sorcio resta più impressa!“.

 
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Pubblicato da su 29 febbraio 2012 in Come la penso su...

 

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