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SE QUESTI SONO I MITI …CHE DIO CE NE LIBERI!

15 Feb

Dalla notizia della morte di Whitney Houston, i programmi televisivi, le pagine dei social network e quelle dei giornali ci hanno bombardati di sue immagini passate, di quando era splendida e angelica, grintosa e vitale, con una voce da usignolo e una non comune bellezza. Stessa cosa era avvenuta a seguito della morte di Michael Jackson e quella più recente di Amy Winehouse.

Ma tutte quelle immagini sono a dir poco fantasiose, perchè appartengono ad un passato ormai troppo lontano o erano frutto di sensibili ritocchi anche nel loro presente, e non avevano più nulla a che vedere con quello che questi personaggi erano diventati poco prima di morire: dei veri e propri mostri. In tutti i sensi.

Quindi, iniziamo a guardarli per quello che erano davvero: ci aiuterà a dire anche tutto il resto. E il resto è che, pur volendo rispettare profondamente i disagi che ognuno vive e che certamente avevano preso in ostaggio anche le loro vite, per una volta guardiamo anche l’altra faccia della medaglia. Avevano conquistato tanto: soldi, apprezzamenti, fama. Probabilmente, tutto questo avrà anche avuto un prezzo molto alto con cui non avevano saputo fare i conti, ma tocca anche riconoscere che nella quotidianità capita di incontrare gente che dalla vita ha preso solo sberle, e sberle forti, ma nonostante ciò ha saputo rimettersi in piedi con caparbietà e coraggio.

Loro no. Forse non ci hanno neppure provato. Hanno creduto, ad un certo punto, di essere sul tetto del mondo e forse nulla, da quel momento in poi, deve essergli parso veramente entusiasmante. E’ facile, con quella sensazione di mancato appagamento addosso, scivolare in distributori di false emozioni, cercare rifugio in alcol e droghe e un giorno, liberarsene solo perchè, per caso o forse no, sopraggiunge la morte.

Possono essere questi i miti dei nostri tempi? Macerie di se stessi, detriti di degrado e abbandono. E poi ci sfugge, invece, l’esempio autentico di grandiosità di un Mario Rossi, uno qualunque, che ci vive alla porta accanto, ha tanti cazzi da risolvere, eppure vive dignitosamente le sue numerosissime difficoltà; e magari, sentendolo cantare, scopriremmo addirittura che è pure più bravo di loro.. 

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2012 in Come la penso su...

 

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