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STRAGI DI INNOCENTI E ASSOLUZIONI DI AGUZZINI

09 Feb

Basta dirlo che funziona così, e ci mettiamo tutti l’anima in pace. Perchè altrimenti finisce che ogni giorno ne vien fuori una e la rabbia monta fina a farci esplodere dentro. Fino a farci smettere di avere fiducia nelle istituzioni, in primis quella giudiziaria. Fino a farci vergognare di appartenere a questo Paese.

Avevamo commentato l’assoluzione dell’ucraino che, un anno e mezzo fa a Milano, aveva ucciso a suon di pugni una povera colf filippina senza alcunissimo motivo. Quell’innominabile non si farà neppure un solo giorno di carcere, perchè un giudice ha stabilito che “non era capace di intendere e volere” e lo ha condannato solo a scontare 5 anni in un manicomio criminale. Stop.

Ieri, altra discutibile assoluzione in secondo grado, dopo che il primo grado aveva condannato la stessa persona …LA STESSA PERSONA..  a 26 anni di carcere. E cosa è cambiato tra il primo ed il secondo grado? Possibile che le prove su cui si era basato il primo verdetto sono sembrate assolutamente evanescenti all’organo giudicante che ha emanato il secondo? Genova, 2010. Una ragazza di origini greche che lavorava in una sala da poker era rimasta incinta di un uomo, conosciuto lì, sposato e padre di due figli. Lei, seppure ormai cocainomane a certi livelli, decide di tenere il bambino e da’ alla luce un figlio sano e splendido. Ma la passione per la cocaina non si placa, e quel brutto giorno di marzo quella scellerata lascia il suo bambino con un uomo, un compagno di bisbocce, cocainomane fottuto anche lui. Ma Alessandro piange, un pianto inarrestabile e Dio solo sa cosa succede (perchè o i giudici del primo grado o quelli del secondo non devono avere avuto le idee chiare se hanno emesso sentenze tanto contrastanti); fatto sta che Alessandro muore. Muore. Con evidenti ecchimosi su tutto il corpo e l’impronta chiara e precisa di un morso di adulto sul piede. Ma l’avvocato dell’imputato lo dice chiaramente che possono anche trovarcelo il dna del suo assistito su quel piedino, ma solo perchè alcune ore prima glielo aveva baciato. Ma chi se la beve una roba del genere? Beh.. a qualcuno dev’essere parsa convincente. Insomma, Alessandro è morto. La madre si è fatta solo 17 giorni di carcere e ieri, dopo il ricorso in Appello, anche l’uomo è stato scarcerato in quanto “assolto”. Assolto.

La scorsa settimana, siamo stati scossi da un’altra notizia dolorosa: Claudio, un bimbo di appena 16 mesi, viene scaraventato da suo padre nelle gelide acque del Tevere. Ho un figlio della sua età, e notizie come questa sono come unghiate nella carne viva. La storia, ormai, penso la conosciate tutti e non è il caso di parlarne ancora. Quello che mi ha lasciata più perplessa sono state le interviste alle due nonne. Di queste, quella più sconvolgente è stata la nonna paterna. La deve aver preparata bene l’avvocato: “Se riusciamo a far passare tuo figlio per pazzo, tra non molto torna a casa”, deve averle detto. E lei, che certamente non sembrava una che nella vita ha mangiato pane e cultura, sosteneva che il gesto “non era premeditato”. Sono pronta a scommettere che premedtitato era un termine che il suo vocabolario, fino a quel momento, neppure contemplava neppure. Ora sì, perchè c’è la strategia. Ed è stato per strategia che ha voluto raccontare i tentativi di suicidio di suo figlio, cosa di cui, invece, una qualunque madre eviterebbe di parlare davanti alle telecamere a pochi giorni da una simile sciagura, limitandone forse il racconto unicamente alla sfera inquirente. Ma lei lo ha dovuto fare, per strategia: quel figlio deve risultare pazzo. “Nessuna premeditazione e incapacità di intendere e volere al momento del gesto, e tuo figlio lo riportiamo a casa”,deve averle detto l’avvocato. E strideva così tanto il tono di quei racconti sullo stato mentale del figlio contro nessuna parola o lacrima autentica per il cucciolo atrocemente ucciso, neppure quando si era ritrovata circondata da tutti i suoi giochi. Anzi, no.. non è vero: lì, riferendosi al bambino, una frase l’ha detta. “Mio figlio si era impegnato pure una catenina per comprare questo (indicando un aggeggio per bambin) a lui”. Lui. Luiiiiiiiiiiiiii???? Un modo un pò troppo arido e distaccato per rivolgersi al nipotino, che dovrebbe essere oggetto di amore profondo, ucciso senza un perchè nelle acque gelide del fiume. Bene, diamoci un anno e mezzo di tempo, e staremo ancora una volta qui, a parare di un’altra assurda assoluzione.

Di esempi da citare ce ne sarebbero ancora tanti; questi sono solo quelli che hanno tenuto banco nelle cronache di questa settimana. Ma tutti si accomunano per una triste convinzione che potrebbe venirsi a generare nelle menti contorte di tanti criminali: ognuno di noi è come se fosse dotato di vere e proprie “licenze di ucciedere”, perchè tanto, poi, sarebbe sufficiente una qualche strategia per passar per matto ed essere assolto. E’ normale tutto questo?

 
2 commenti

Pubblicato da su 9 febbraio 2012 in Come la penso su...

 

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2 risposte a “STRAGI DI INNOCENTI E ASSOLUZIONI DI AGUZZINI

  1. alhena

    20 febbraio 2012 at 20:03

    mi vergogno sempre di più di essere italiana e vivere in questo paese assurdo in cui neanche il palese viene punito…che schifo! ma si può continuare a stare a guardare senza fare nulla! ? aspettando che altre Emlou,Alessandro,Claudio o Federico muoiano,senza aver alcuna colpa,e senza che alla loro vita,breve ahimè,venga resa giustizia?!

     
  2. A casa di Palma

    21 febbraio 2012 at 18:05

    Sono perfettamente d’accordo con te.. ma cosa possiamo fare? Personalmente, quando ascolto certe notizie, le vivo un pò come se mi fossero vicine, cerco di immedesimarmici in quei dolori assurdi ed insensati.. ma ho paura che questo sia il nostro momento storico.. l’ingiustizia e la brutalità di questo nostro momento storico.. e io temo che ne vedremo ancora delle belle. Anzi, delle orribili!

     

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