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VIAGGIARE, NONOSTANTE I FIGLI

07 Feb

Succede quasi sempre così: fino a prima del matrimonio e, per un pò, anche subito dopo, si va a zonzo per il mondo, si vola a destra e manca, ci si aggrappa a pareti rocciose dell’Everest e si risale contro mano i fiumi come i salmoni.

Poi, nascono i figli e inizia la tiritera delle motivazioni: “Ora è inverno: per i bambini è freddo..”, “E se poi fanno la puppu, in giro come li cambio? Meglio restare a casa..”, “No, non veniamo a cena da voi: i bambini vanno a letto presto!”, “Per carità, loro hanno le loro abitudini, e se nn mangiano con i loro piattini e le loro posate, son capaci di rimanere a digiuno. Restiamo a casa”, “Preferiamo evitare i ristoranti: con i bambini proprio non si può”.

E man mano che loro crescono, il repertorio di pretesti diventa sempre più ricercato, più sofisticato. Va detto che si è quasi sempre in buona fede, credendo davvero di far bene ai bambini tenendoli chiusi dentro casa e privandosi di tutti i piaceri della vita. Purtroppo, sappiate anche che nessuno, per questo, vi farà una statua, né riceverete medaglie al valore. Ma, soprattutto.. udite udite.. i bambini sanno adattarsi a tante situazioni molto meglio di quel che noi adulti siam disposti a credere.

E poi, cosa ancor più importante, i figli non devono essere motivo di privazioni, ma costituire in tutti i sensi un valore aggiunto. E’ dura, lo so: in inverno, le valige diventano grandi quasi quanto la casa intera, perchè tocca portarsi dietro un pò di tutto; se si sta fuori, tocca imparare a cambiarli in modi fantasiosi, ma se in pochi secondi di pit-stop i meccanici di formula1 riescono a sostituire ruote e fare il pieno di benzina, noi vogliamo crearci il problema di cambiare un pannolino? Ed è sicuramente vero: in un ambiente chiuso, soprattutto bambini di età critiche sarebbero capaci di abbattere un tramezzo o smontare pezzo pezzo un battiscopa, ma tocca tener duro e, magari, optare per locali dove sulla porta non vi sia il divieto per cucciolotti di ogni razza, bimbi compresi! Ma dal freddo ci si difende con una buona copertura, così come dal caldo vestendoli più leggeri: mica i bimbi che vivono in Norvegia escono di casa per la prima volta a 18 anni!

Insomma, voglio dire che ..sì.. certamente è più complicato di quando si usciva in due e non si avevano preoccupazioni di sorta, ma adesso la vita è cambiata e allora tocca organizzarsi di conseguenza.

Del resto, si tratta semplicemente di cercare nuovi equilibri al nuovo assetto familiare. Certo, sicuramente andranno fatte delle scelte, optando per vacanze dove anche i bambini possano trovare facilmente una loro dimensione e i servizi offerti siano anche a loro misura; come amicizie, sarebbe preferibile frequentare chi, in caso di capricci, sia meglio disposto alla pazienza; come opzioni di viaggio, è da folli pensare di farsi 12 ore di aereo con bambini che non son capaci di star fermi un quarto d’ora, e sarebbe meglio rinviare quella vacanza ad un momento in cui nuovi, sopraggiunti equilibri familiari lo consentiranno.

Insomma, nonostante i figli, cercate di non rinunciare ai piaceri della vita: sarete più felici voi, ma soprattutto vi accorgerete di quanto anche loro apprezzeranno un approccio più “smart” alle occasioni di svago!  😉

 
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Pubblicato da su 7 febbraio 2012 in Come la penso su...

 

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