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PAROLE DALL’ALDILA’. VI RACCONTO UNA STORIA VERA

31 Ott

Su quel che sto per raccontarvi, spiegherò quel che posso, forse anche un pò con la consapevolezza di esser presa per matta. Vorrà dire che correrò il rischio..

Ci sono volte in cui la dimensione nostra ed una diversa, più eterea, si intrecciano. Qualcuno torna da lì, in un modo o in un altro, e ci racconta la sua Storia. Vi confesso che ho sempre creduto che la nostra potentissima mente potesse essere in grado di simulare certe suggestioni, ma questa convinzione si è sbriciolata quando mi ritrovai, molti anni or sono, questa poesia tra le mani. Una poesia che parla di una condizione troppo particolare e che, in un modo così suggestivo, la può raccontare solo chi la sta vivendo: sono le parole umide che raccontano il dolore di una madre che, dall’aldilà, dall’altra dimensione, veglia sul sonno del suo bambino senza più potersi far sentire da lui.

La donna, se non ricordo male, si chiamava Nunzia. Il suo bambino, sicuramente Giuseppe. Lei era deceduta in un incidente stradale e dopo un pò di tempo suo marito aveva portato in casa la sua nuova donna, che ora si prendeva cura del piccolo. Una sera, Giuseppe aveva la febbre molto alta e Nunzia era in forte apprensione e, nonostante le materiali attenzioni della donna che l’aveva sostituita, avvertiva un disperato bisogno di proteggere il suo bambino. Ma, nonostante i suoi sforzi e lo sconfinato desiderio di far avvertire al suo bambino la sua presenza, Giuseppe, purtroppo, dalla sua dimensione terrena non poteva proprio percepirla. Da questo limite, da questo dolore, ecco che Nunzia buttò giù le sue parole più struggenti, dedicate al suo bambino:

Cammino sui tuoi passi…
ma tu non puoi sentire
le lunghe ore della mia veglia
sul tuo piccolo capo..
quando ti chiudo gli occhi alla sera …
e sento i tuoi allegri sogni arrivare.
Vorrei averli tutti per me!
Quante notti ancora a baciare
le tue mani tenere,
con quella voglia di stringerti al seno.
Ma il silenzio distrugge le mie parole,
ancora il buio copre le mie lacrime
e la sera non finisce mai..

Ciò che Nunzia prova, se ci immedesimiamo un attimo nelle sue parole, è di un’intensità straordinaria ed unica. Ma se ho tirato fuori da un cassetto lontano questa Storia è perchè ci tenevo a darvi una testimonianza in più del fatto che dopo la morte qualcosa c’è. E che chi va via, talvolta ci resta talmente vicino, ma talmente vicino, che forse, quelle percezioni di presenze che talvolta abbiamo, non sono semplici suggestioni, ma la realtà. 

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Pubblicato da su 31 ottobre 2011 in Senza parole

 

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