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DONAZIONE DI SANGUE VIETATA AI GAY: E’ GIUSTO?

31 Ott

No. Su questo, non ho dubbi: è una discriminazione bella e buona. E ora vi dico il perchè.

E’ notizia proprio di ieri quella di una ragazza, omosessuale, che si era recata presso il Policlinico Umberto I di Roma per donare il suo sangue, ma quando i sanitari hanno scoperto la sua convivenza con un’altra donna, glielo hanno impedito e l’hanno mandata via. Un altro precedente, poco più di un anno fa: questa volta si trattava di un uomo che si era recato presso il Policlinico Gaetano Pini di Milano, e in quell’occasione si è sentito rispondere che è previsto così in tutto il mondo (tranne, pare, in Spagna).

Parliamone. Un anno fa, Sirchia – in qualità di ematologo del Policlinico di Milano ed ex primario del centro trasfusionale dello stesso ospedale, nonché ex ministro della salute – spiegò che si era giunti a questa scriminante in quanto la letteratura scientifica mondiale ritiene che i rapporti omosessuali sono da considerarsi comportamenti a rischio. A detta del medico, in Italia “la legge è abbastanza ambigua, perché dice che non possono essere assoggettati a prelievo i candidati donatori che sono ad alto rischio o a rischio più elevato del normale, però non dice quali sono questi rischi“.

Sirchia aggiunge che la priorità assoluta è tutelare i pazienti ed impedire che nuovi casi di epatite o di sieropositività li espongano a pericolose contaminazioni, così com’è avvenuto in passato. E fin qui siamo tutti daccordo. Aggiunge anche che se la priorità, appunto, è quella di tutelare i pazienti, non può essere importante ferire la sensibilità del donatore.

Altra cosa utile alla riflessione è il fatto che le analisi a cui il donatore si sottopone fotografano lo stato di salute attuale ma non sono in grado di individuare eventuali nuovi virus che si siano instaurati nel suo organismo più recentemente. Per lo stesso motivo, infatti, pare sia prassi prevedere tempi lunghi per una nuova donazione se il donatore è reduce da un viaggio in Africa, nonostante abbia rispettato a pieno tutta la profilassi e goda di ottima salute; allo stesso modo, lo scorso anno doveva aspettare chi faceva rientro dall’Inghilterra, perchè lì era più comune la contrazione del virus della mucca pazza.

Detto questo, riflettiamo. Va bene, possiamo anche annoverare il gay tra le categorie a rischio (parlano i sondaggi, io continuo a non riuscire a vederla così…), ma tra gli etero una controllatina non ce la vogliamo dare?

Iniziamo a “buttare un occhio” qua e là. Nelle periferie delle grandi città ci sono mucchi di transessuali che, fino all’alba, accolgono clienti che attendono il turno compostamente in fila, con la speranza di dare sfogo alle più bieche perversioni. Ma chi credete ci sia in quelle macchine? Esclusivamente uomini single e omosessuali? No, no e no, perchè anche qui sono state fatte ricerche, ed è emerso che i frequentatori dei transessuali sono spessissimo normalissimi ed insospettabilissimi padri di famiglia. Anzi, addirittura talvolta è venuto fuori che l’insospettabile padre di famiglia era proprio quello che stava battendo il marciapiede. Quei padri di famiglia, poi, tornano a casa e, prima o poi, un rapporto con l’ignara moglie vedrai che gli capita. Ovviamente, rapporto non protetto. E lei è una donatrice considerata con tutte le credenziali a posto; ma che abbia contratto un brutto virus non sfiora il dubbio di nessuno.

Sempre tra gli insospettabili, ci sono uomini d’affari che a sera portano le loro stimatissime signore a farle sbattere da focosi sconosciuti all’interno di privè, spessissimo in modo non protetto, anche se in quei posti il virus lo si può contrarre anche solo toccando quei divanetti di velluto sudicio ed impregnato di umori appassiti. Eppure, se vanno a donare il sangue, vengono accolti con l’inchino. A qulcuno è mai venuto in mente da andare ad acquisire i registri di certi club e di bandire tutti gli iscritti dalle liste dei donatori? Non credo proprio..

Al mio paese, qualche anno fa venne fuori uno scandalo che riguardava madri di famiglia, mogli insospettabilissime di soggetti in vista della città che, a mattina, dopo avere diligentemente accompagnato i figli a scuola, si recavano a pagamento a soddisfare i desideri di altri insospettabili facoltosi. Prostitute d’alto bordo? Escort? No, poverette: solo responsabili donne impegnate ad arrotondare il budget familiare. Zoccole, in pratica. Che, magari, erano pure sistematiche donatrici di sangue. Anche loro, senza destare sospetti.

Ci sono un’infinità di persone che amano immensamente gli animali domestici; ma li amano tanto immensamente da adoperarli per i loro appagamenti sessuali. Allarme, questo, più volte lanciato dalle associazioni a protezione degli animali (quelli veri, quelli con il pelo, e non di quelli che, invece, così meriterebbero di essere definiti). Purtroppo, detti “abusi” (ma io mi sono sempre augurata che all’animale la cosa non dispiacesse affatto) avvengono nell’intimità delle quattro mura ed è difficile sapere se qualcuna queste bestie, poi, va a donare il sangue.

Quindi, abbiamo deciso che i gay appartengono ad una categoria a rischio, ma ne abbiamo escluse molte e molte altre pericolosissime. Può davvero considerarsi un razionale sistema di discernimento e tutela quello attualmente adottato nel nostro Bel Paese e, a detta di alcuni, anche in tutto il resto del Mondo? Può??!

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Pubblicato da su 31 ottobre 2011 in Curiosità dal mondo

 

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