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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

26 Ott

Le pagine, a mio parere, più significative sono quelle su cui si srotola la similitudine tra i due protagonisti principali e i numeri primi, queste entità matematiche che tanto affascinano l’autore e di cui riesce ad appassionare pienamente anche il lettore.

La storia ti conduce per mano dentro le vite diciamo “particolari” di Alice e Mattia, due ragazzi i cui destini si intrecciano fin dalla tenerissima età e che non riusciranno a sciogliersi neppure con il trascorrere degli anni e la scelta di percorsi che li porteranno a migliaia di miglia di distanza. Perchè sono simili, Alice e Mattia, nelle loro elementari complessità, che possono apparire del tutto incomprensibili alle persone comuni che li circondano, genitori compresi, ma che possono essere facilmente intuite e decriptate dall’altro.

Il libro piace perché scorre rapidissimo, in un fluire delle parole senza intoppo alcuno e perchè sa disegnare con estrema linearità comportamenti che, in realtà, lineari non sono. Il finale, però… Chissà che non sia proprio una precipua volontà dell’autore quella di lasciarlo aperto così, e riprenderlo un domani con una nuova produzione ed una più sorprendente.

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Pubblicato da su 26 ottobre 2011 in Recensioni

 

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