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LA SUOCERA

24 Ott

Copio questa fntastica immagine dal sito bastardidentro.it perché, più di ogni altra, esprime il senso..

L’idea di scriverci su un post m’è venuta dopo essere stata ad una festa dei bimbi di amici, dove c’era un’infinità di gente e fiumi e fiumi di roba da mangiare, buona parte dei quali “sfornati” magistralmente dalla mamma del papà dei bambini, che nel corso della serata ha preso a cuore anche il nostro Piccoletto e l’ha tenuto spesso con sé, con così tanta passione che ad un certo punto mio marito le ha chiesto se poteva lasciarci il suo numero, così di tanto in tanto l’avremmo chiamata per farglielo tenere. Eppure, la mia amica, madre dei festeggiati, non mi è sembrata così entusiasta di avere quella donna per suocera.

Allora, c’ho riflettuto su e ho capito che si potrebbe realizzare una formula matematica che spieghi chiaramente, e con molta poca approssimazione, le dinamiche suocera-figlio-nuora, che si somigliano a tal punto da sembrare veramente quasi tutte uguali.

Partiamo dal presupposto che si sta parlando solo di buone persone, non certamente di streghe, né nelle appartenenti alla fazione “nuore” né a quella “suocere”, e ne è la riprova il fatto che c’è sempre qualcuno che ti viene a dire “Beata te, che hai una suocera così!”, mentre tu te ne libereresti volentieri, magari pagandole una crociera che la tenga impegnata in un giro intorno al mondo per 3 o 4 anni. Di contro, ti capita di dire a qualche tua amica “Beata te, tua suocera è proprio una brava persona!” e di rimanere fulminata da uno sguardo a 380 Wolt. Quindi, stabilito che, tutto sommato, stiamo parlando di buone persone, cerchiamo di analizzare al volo le dinamiche.

Stabiliamo un assunto: chi più, chi meno, tutte le mamme sentono il figlio maschio una sua proprietà e, di conseguenza, non è facile accettare “l’intrusa” che se lo porta via. Forse, è solo un pò il livello culturale che mitiga un tantino questo approccio, ma in buona sostanza questo è un problema che è più facile accettare e farsene una ragione piuttosto che pensare di scardinare.

Ciò che fa, invece, di molto la differenza è il carattere del figlio. Se il figlio è il classico “mammone” e che pende dalle labbra della madre e che lascia che lei interferisca in ogni scelta o che metta zizzanie con invenzioni di ogni sorta, beh… sì, avrete del filo da torcere. Se, invece, l’uomo ha acquisito una certa autonomia, un’indipendenza dalla gonnella della mamma, ed è capace di arginarla, la situazione è decisamente sotto controllo.

Altro piccolo e non trascurabile dettaglio è il gap generazionale, che induce loro – anche talvolta con le dovute maniere – a cercare di elargire consigli dettati dall’esperienza, e noi – spessissimo come belve – a non accettarli e a schedarli come superati e fuori luogo.

Siccome non ho studi scentifici da addurre a sostegno delle mie tesi, vi parlerò brevemente della mia esperienza. Ho conosciuto il figlio di mia suocera appena 3 anni fa; dalla stessa sera in cui ci siamo messi assieme abbiamo iniziato a convivere e dopo appena 6 mesi da quel giorno, a causa del mio lavoro, ci siamo dovuti trasferire in una città a 2 h di distanza da quella loro di origine. Come potevo pensare che una che ha impiegato la sua esistenza a costruire una grande casa in cui metterci dentro tutti i figli prendesse di buon grado tutto questo? Oddio, forse oggi guardo tutto da una prospettiva diversa, ma non nascondo che all’epoca il ferro e il fuoco si sprecavano. A soli 8 mesi dall’inizio della nostra storia, poi, io e il mio attuale marito decidemmo di convolare a nozze: se fino a quel momento, quindi, erano rimaste ancora in piedi la speranza che si trattasse solo di una momentanea infatuazione e che presto sarebbe tornato da lei, con il matrimonio i suoi più o meno inconsci desideri andarono definitivamente in frantumi.

I primi scontri palesi, infatti, vennero fuori proprio durante i preparativi della festa, tenuti a bada veramente a fatica. La goccia che fece, invece, traboccare il vaso cadde un 6 o 7 mesi dopo, quando ero da poco in attesa del mio primo piccolo e lei inventò di sana pianta delle cose che pensò bene di andare pure a riferire a suo figlio, inerenti ad un mio presunto tanto quanto assurdo tentativo di escluderla dal corredino del bambino. Ero appena a 2 mesi e mezzo di gravidanza e a quel corredino, fosse anche solo per una sorta di scaramanzia, non ci stavo a pensare manco io! Follia pura, quindi, che però generò delle incrinature tra me e il mio uomo, stanco di sentirsi tra due fuochi.

Io so di avere un temperamento coriaceo, che tradotto in termini più elementari, significa sostanzialmente essere una grande stronza che non si tiene niente, e in quell’occasione diedi fondo al peggio di me. Le dissi tutto quello che pensavo, glielo dissi in malomodo, glielo spiattellai in faccia tirandolo fuori dal cuore, dallo stomaco e da, uno per uno, tutti gli ormoni di una gravidanza fastidiosa e problematica. Se ci ripenso, francamente, mi dispiace per aver toccato il fondo in quel modo, ma so anche per certo che quello fu il modo migliore per farle capire con chi aveva a che fare (una sorta di teppista  😉 ), e cioè con un apersona che non le avrebbe consentito gratuite ingerenze, seppur rispettando il fatto che lei è la mamma di mio marito e la nonna dei miei figli. Stop. Di contro, lei avrebbe dovuto imparare ad accettare il fatto che sullo stato di famiglia del figlio, oggi, c’è una donna, che guarda caso lui ha scelto; una donna che è sempre stata indipendente e che certe ingerenze non le ha mai permesse neppure a sua madre. E che io, il ruolo di moglie, lo avrei rispettato fino in fondo, non facendo mancare nulla al suo amato figlio, dal piatto caldo sulla tavola a tutto l’amore e la dedizione di cui sono capace. 

Da allora, lentamente, le cose sono cambiate. Sarò sincera: è una persona con cui certamente non avrei nulla a che fare se, appunto, non fosse la madre di mio marito, e tutto quel pò che faccio lo faccio unicamente per amore di lui, perchè è giusto che prevalga il mio buon senso piuttosto che il suo malessere. C’è un detto supersaggio che recita qualcosa del tipo “Chi ha più cervello, lo usi”, e allora cerco di mettere a frutto quel pò di cui la Natura mi ha dotata. Io so per certo che spesso mi critica alle spalle, magari talvolta lo fa anche con il figlio, ma a me, sinceramente, questo ha smesso di importarmi, mi scivola letteralmente addosso e lo riconduco unicamente al suo modo di essere, alla sua natura, che certamente non ho nessun interesse a voler tentare di cambiare. D’altro canto, non mi sognerei più di riportare un commento negativo a mio marito che riguardi sua madre, per un mucchio di ragioni. Innanzitutto, perchè le volte in cui l’ho fatto mi sono sentita una femmina “terra-terra”; in quelle circostanze, del resto, ho tenuto lo stesso identico comportamento che contestavo a sua madre: che senso aveva criticarla se io per prima non riuscivo ad essere diversa? Poi, perchè si tratta di stupidità, che però hanno tutta la virulenza utile a togliere serenità a mio marito, l’uomo che amo, e che davvero non merita di intristirsi per certe cose e che, comunque, ora so per certo che conosce bene sua madre e sa come arginarla quando lei, e solo lei, prova a fare delle uscite strane. Ancora… col tempo ho capito che quando si fa la guerra a qualcuno, il male maggiore lo si fa a se stessi, mentre quelle energie possono essere convogliate verso cose molto più positive e produttive. Di più… da mamma, pur sapendo che un domani non vorrei avere lo stesso suo comportamento, certamente non lo posso escludere, e comunque è mio dovere comprendere, seppur prendendone le distanze, così come vale per molti atteggiamenti che del comportamento di mia madre nei miei confronti ho trovato sbagliati: proverò ad essere diversa, non è detto che ci riesca, e comunque è mio dovere, da mamma, provare a capire. Infine, perchè spero che la comprensione che rivolgo a lei, un domani possa essere rivolta a me dalla donna di mio figlio se anche io dovessi, in buona o mala fede, sbagliare.

Insomma, questa la mia storia e questi i miei consigli: non sprecate tempo ed energlie in battaglie all’ultimo sangue, anche se, di contro, non dovete mai rinunciare a far capire che esistono dei limiti che il reciproco rispetto non consente di superare, per entrambe. Evitate le false complicità, i falsi complimenti, le false moine: seppur inconsciamente, le falsità vengono ben recepite dalle reciproche intelligenze ed hanno l’effetto di un boomerang. Mantenete, invece, un comportamento il più naturale (ed educato) possibile e vedrete che vi sentirete meglio se non vi forzerete in certe direzioni piuttosto che altre. Ma, soprattutto, il mio consglio è …fate tutto ciò che possa servire al vostro uomo per essere sereno, perchè se lo amate, credetemi, questa è l’unica cosa che conta davvero..

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7 commenti

Pubblicato da su 24 ottobre 2011 in Come la penso su...

 

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7 risposte a “LA SUOCERA

  1. regi

    24 ottobre 2011 at 21:27

    Nella parte che riporto sotto c’è l’essenza del tutto..mi hai lasciato senza parole con questo post..visto che per lo stesso motivo a 6 mesi dal matrimonio 07072007 ho mandato all’aria un amore durato 10 anni!

    Io so di avere un temperamento coriaceo, che tradotto in termini più elementari, significa sostanzialmente essere una grande stronza che non si tiene niente, e in quell’occasione diedi fondo al peggio di me. Le dissi tutto quello che pensavo, glielo dissi in malomodo, glielo spiattellai in faccia tirandolo fuori dal cuore, dallo stomaco e da, uno per uno, tutti gli ormoni di una gravidanza fastidiosa e problematica. Se ci ripenso, francamente, mi dispiace per aver toccato il fondo in quel modo, ma so anche per certo che quello fu il modo migliore per farle capire con chi aveva a che fare (una sorta di teppista ), e cioè con una persona che non le avrebbe consentito gratuite ingerenze, seppur rispettando il fatto che lei è la mamma di mio marito e la nonna dei miei figli. Stop. Di contro, lei avrebbe dovuto imparare ad accettare il fatto che sullo stato di famiglia del figlio, oggi, c’è una donna, che guarda caso lui ha scelto; una donna che è sempre stata indipendente e che certe ingerenze non le ha mai permesse neppure a sua madre. E che io, il ruolo di moglie, lo avrei rispettato fino in fondo, non facendo mancare nulla al suo amato figlio, dal piatto caldo sulla tavola a tutto l’amore e la dedizione di cui sono capace.

     
  2. a casa di palma

    24 ottobre 2011 at 21:55

    Se era un AMORE, non meritava di essere mandato all’aria. Certe volte, vale la pena combattere e trattenere con artigli e denti affilati ciò che è nostro. Ciò che è importante capire – così come ho detto in altro punto del post – è come l’uomo si pone in questa fisiologica battaglia: se lui alimentava il problema, è stato forse meglio perderlo che averlo accanto per una vita intera; ma se lui era disposto a mitigare, è un peccato, in effetti, che abbiate mandato tutto all’aria. Facile non è, questo è poco ma sicuro, però occorre capire se, quando, e fino a che punto valga la pena..

     
    • regi

      26 ottobre 2011 at 21:48

      Al resto risponderò a tempo debito..se saremo ancora amiche..!! Se non sei amica del mio amico Ohm della V=Ri, tanto da scrivere.. ”e di rimanere fulminata da uno sguardo a 380 Wolt”..non so se ti voglio ancora per amica..ihihih!
      eeeehhh lo so, sono pesante ma del resto sono un ing e vivo della insostenibile pesantezza dell’essere da una vita, la mia, segnata dalla F=ma.. come per tutti.Vado a nanna ma prima rileggo la lezione americana di Calvino sulla leggerezza. Adoro!;)

       
  3. antonella anto

    25 ottobre 2011 at 20:45

    non sei l’unica stronza. però è come dici tu…chi ha più cervello lo usi….

     
  4. a casa di palma

    26 ottobre 2011 at 14:12

    L’importante è, di tanto in tanto, ringhiare e far sì che non prenda il sopravvento.. Anche chi ha molto cervello, daje e daje, alla fine perde la testa! 😉

     
  5. Raquel

    15 ottobre 2012 at 08:31

    Non potrei mai continuare ad assecondare mio marito nei confrotti di sua mamma,dopo 10 lunghi anni di mancanza di rispetto da parte di lei verso me,e lui la difende a capa e spada,mi ha toccato anche la mia di salute,l’ho servita e reveriata visto che cammina oramai con il deambulatore per problemi di ossa mi ha sempre mancata tanto rispetto,ha parlato male sempre di me di nascosto,a suo figlio e l’unico punto di litiggio con mio marito e sempre lei,l’ho ha indotto a nche a dirme delle cattiverie,adesso la tengo molto lontana da me,visto che da 10 anni andiamo feste comandate e domeniche sempre a mangiare da lei,l’ho fatto di più che se fosse mia madre che la tengo a 2.000 km,fino i pannoloni,gli ho levato e messi,perche al non poterse muoverese e camminare senza aiuto, ha bisogno di loro,e lei mi ringrazia di questa manera,se ce un inferno in terra,e quello che ho vissutto con lei,e non sono più disposta a sopportarlo,ne avrei un libro da scrivere.

     
    • A casa di Palma

      15 ottobre 2012 at 17:58

      Mi spiace avvertire la tua amarezza.. Spero solo che, un giorno, ti venga riconosciuta la sensibilità con cui, nonostante le critiche e le cattiverie subite, hai saputo usare la testa e comportarti da donna matura e saggia. Semina bene; vedrai che non sarà stato inutile..

       

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