RSS

DEPRESSIONE POST PARTUM: NON PRENDERTI TROPPO SERIAMENTE

18 Ott

E’ fisiologica, partiamo da questo presupposto. E non colpisce le donne più deboli. Si tratta, in sostanza, di un naturale crollo ormonale, che induce a vedere il mondo con occhi nuovi, spenti, negativi. Così come, quando mangiamo, per esempio, cioccolata i colori del mondo diventano pressoché raggianti. Non voglio dire, con questo, che dopo il parto basterebbe ingozzarsi di cioccolata per star meglio, ma che ogni possibile malore può rientrare in un processo fisiologico su cui non sempre possiamo far prevalere la ragione.

Allora, prendiamoci così, con un pò di ironia, se ci riesce. Ricordo che, dopo il parto, mi venivano in mente certi pensieri da premio nobel. Gelosa lo sono e lo sono sempre stata, ma i film che mi facevo e le colpe che riuscivo ad addossare a mio marito erano a dir poco esilaranti se guardate con occhio lucido. E allora io provavo a fare così.. a ricordare tutto quello che, in momenti di maggior lucidità, avevo studiato sulla depressione post partum, e a riderci su, compiendo un puntuale discernimento tra i nuovi pensieri indotti dal sopraggiunto quadro ormonale e quelli, pur sempre bacati, che sarebbero stati miei a prescindere.

Perchè dopo la nascita di un bambino, soprattutto del primo, cambia tutto, ma proprio tutto. Al crollo ormonale si aggiungono anche la stanchezza, il poco sonno, uno sconvolgimento totale dei ritmi, il riscontrare che non si è più padrone del proprio tempo e del proprio mondo, che anche le esigenze più elementari troppe volte devono essere rinviate a quando saranno soddisfatte tutte quelle del nascituro. Come potrebbe, tutto questo, non intaccare la serenità emotiva di una persona? Quindi, iniziamo a metterci in testa che non siamo deboli se proviamo certe sensazioni, ma che tutte le donne, chi più, chi meno, passano attraverso queste sensazioni.

Altra cosa che potrebbe essere utile pensare è che anche noi, un tempo, siamo state le piccoline di qualcun’altra, sopraggiunte a stravolgere, con le nostre esigenze e i pianti ininterrotti, la sua vita. E’ una catena. E a prescindere da ciò che, in maniera del tutto inconsapevole, determinavamo in quella povera donna di nostra madre, ciò che più ci occorreva in quei momenti era amore e pazienza. Beh, adesso dobbiamo metterci in testa che è il momento di fare lo stesso con il pupetto strillante che ci priva di sonno e ci fa sentire inadeguate.

Sentirsi inadeguate. Ecco un altro motivo che induce a cadere ancora di più negli abissi della depressione. Abbiamo questo fagottino tra le braccia e non sappiamo se tutto ciò che saremo in grado di fare per lui sarà davvero ciò di cui lui ha effettivamente bisogno. Ebbene, sì. Perchè lui è molto meno pretenzioso di quanto si possa immaginare e se qualcosa sbaglieremo, sicuramente non starà lì a darci il voto. Probabilmente lo sentiremo piangere e non sapremo fare qualcosa di veramente efficace che lo faccia smettere, ma solo il tempo ci metterà in mano gli strumenti giusti per capire a quel suono che tipo di specifica richiesta corrisponde. E tutte, dico tutte, sono passate attraverso questa iniziale inconsapevolezza.

Chiarito, quindi, che tutto rientra in un quadro fisiologico normale, toccherà alla nostra intelligenza tentare, nei limiti del possibile, di contestualizzare le più negative sensazioni. Magari seguendo qualche consiglio.

Mai sole. E oggi si può. Ve lo dice una che quando ha partorito non ha avuto la fortuna di avere attorno molta gente, soprattutto donne, che le fossero di conforto. Grazie al cielo, oggi, anche attraverso internet, c’è sempre una finestra aperta sul mondo e che consente un costruttivo confronto, anche con esperienze di donne sconosciute e lontane: non disdegnate mai di cercarne, se proprio vi sentite sole.

Mai sensi di colpa se decidete di allontanarvi con un’amica per un caffè. Lasciate pure il piccolo per una mezzoretta con qualcuno di cui vi fidate e statevene pur certe che (a meno che non sia orario di pappa) lui, della vostra assenza, neppure se ne accorgerà. Ma per voi, credetemi, è importantissimo riuscire, anche se per poco, a staccare la spina. E mentre sorbite il vostro caffè in compagnia di una cara amica, non fatevi venire in mente discorsi da puericultrice, ma da donna comune, ripescando dalla vostra memoria tutti quegli argomenti che, prima della nascita, per voi riscuotevano interesse.

In definitiva, convincetevi del fatto che è un percorso, più o meno obbligato, e che quanto più vi amate tanto meglio riuscirete a superare. La consapevolezza, in tutto questo, gioca un ruolo fondamentale. Avere la fortuna di essere attorniata da amore e comprensione è un valore aggiunto, ma qualora ciò non si realizzasse, dovete intimamente convincervi del fatto che le armi per vincere questa piccola battaglia sono già dentro di voi. E in quegli occhi pieni di dolcezza che cercano solo la dedizione che voi, e nessun altro, ora potete dargli. Coraggio..  🙂

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 18 ottobre 2011 in Come la penso su...

 

Tag: , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: