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IL SACRO MOMENTO DEL BAGNETTO

09 Ott

Confrontandomi con altre mamme, tante, ho scoperto che la frequenza del bagnetto normalmente è di circa uno a settimana e, da piccolissimi, anche ogni dieci giorni. Perchè, dicono, loro sono piccoli e mica si sporcano! Mah..

A casa nostra, da quando il nanetto è nato, funziona così: il Piccolo, dopo il nido, se non piove si trattiene fuori per una passeggiatina. Poi torna a casa e gli viene concesso un ampio momento di gioco, durante il quale, normalmente, ne combina qualcuna delle sue. Quando ritengo che il vaso sia colmo e sto per dar di matto, riempio la sua vaschetta di acqua tiepido-calda, lo acciuffo, lo spoglio e ce lo immergo. Lui nell’acqua si rilassa(va)*, gioca(va)* un pochino, poi lo insapono, lo risciacquo e lo tiro via, tra strilli e pianti, perchè lui, nell’acqua, ci metterebbe le radici.

* Uso il passato perchè, ormai da qualche tempo, da quando è diventato un bimbo forzuto e capace di muoversi a suo piacimento nello spazio, se si rilassa non lo so, ma di sicuro non mi rilasso io, che devo riacchiapparlo mentre cerca di alzarsi in piedi, oppure tentare invano di bloccarlo mentre immerge la spugna in acqua e poi se la svuota in bocca. Nonostante ciò, ancora non desistiamo dal dedicargli questo dolce rituale.. 

Fuori dall’acqua lo asciughiamo e chiamiamo il “mostro-phon” che – con la colonna sonora di Profondo Rosso, personalmente da me canticchiata – gli soffia calore sui capelli d’oro. Poi gli mettiamo il pannolino e io inizio un delicato massaggino con un olietto profumato e rilassante: l’olio degli Angeli, dell’Erboristeria Magentina (ringrazio Marilena per avermelo fatto conoscere). Poi, lo rivesto, e in 10 minuti gli preparo la cena, durante la quale il tepore del bagnetto e il profumo rilassante dell’olio iniziano, come una pozione magica, a fare il loro effetto e, subito dopo l’ultimo boccone, il nanetto, condotto sul suo seggiolone come fosse un re sul trono, raggiunge in salotto mamma e papà, inizia a succhiare il suo ciucciotto e, in pochi minuti, scivola tra le braccia di Morfeo.

Da quando è nato, ormai più di 13 mesi fa, questo è un momento di dedizione e cura profondo, non solo igienica, ma anche e soprattutto affettiva. Le carezze, il gioco, gli odori, il tepore, il pigiamino pulito, sono tutti gesti di un rituale che contribuisce al suo benessere e che gli concilia, serenamente, il sonno notturno.

Del resto, è attraverso queste piccole cose che un bimbo rinforza la consapevolezza di essere al centro dell’universo delle attenzioni di mamma e papà. E non esiste una sola ragione per la quale se ne debba privare.. 

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2011 in La cura dei cuccioli

 

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