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QUALE FIORE PER QUESTE MACERIE?

05 Ott

Mi ricorda un pò la storia della mimosa questa del crollo di Barletta, sotto cui sono rimaste schiacciate le vite di cinque donne, tra cui alcune madri. Anche quelle operaie, anche quelle prigioniere di un’opportunità di cui, evidentemente, non avevano potuto fare a meno.

Una paga di neppure 4 € l’ora, a patto che si lavorasse per 14 ore al giorno, forse il sabato per metà giornata, così da arrivare ad uno stipendio che avrebbe permesso loro di pagare le spese di quelle figlie che vedevano solo a sera quando, stanche, tornavano a casa. Ah, ovviamente tutto rigorosamente a nero, perchè la maglieria era totalmente sconosciuta all’INPS.

Non intendo cadere nel girone delle accuse, questa storia genera dolore anche a distanza e senza pensarci su troppo a lungo. Però dovete convenire con me che quel sottoscala, per quelle povere ragazze, si è trasformato presto in una prigione. Le loro vite, raccolte lì come ad un appuntamento con un destino beffardo e crudele, si sono spezzate sotto il peso di travi e macigni, cancellando sorrisi e ricordi, desideri e affetti, passato e futuro.

Le vogliamo ricordare così, in uno scatto nostalgico, in cui nulla avrebbe potuto far presagire il dramma.. E su di loro un fiore, uno qualunque, purché sia per loro. 

 

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2011 in Come la penso su...

 

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