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TRAGEDIE ANNUNCIATE. MA NESSUNO LE FERMA MAI PER TEMPO

03 Ott

E’ chiaro che mi sento toccata un pò nel vivo: Barletta è la mia città natale, e le radici restano radici anche quando te ne vai lontano. Ma, al di là di questo, è una storia che colpisce tutti.

Una tranquilla giornata qualunque in una città del sud, il caldo che ancora dà quella sensazione che sia primavera …e invece è autunno. La scuola è cominciata e Maria, stamattina, c’è andata, come tutte le mattine. Solo che oggi esce un’ora prima; per questo, decide di raggiungere i suoi genitori presso la loro ditta di maglieria. Sta per entrare, ma la palazzina, l’intera palazzina, si ripiega su di lei e sul fior fiore dei suoi 14 anni. I genitori non li avrebbe trovati, perchè lei non lo sapeva ma in quel momento loro erano fuori, da un’altra parte; e si sarebbero salvati.

Ed è notizia di poco fa che a Maria si sono aggiunte altre tre donne, i cui corpi sono appena stati recuperati dalle macerie. Si tratta di Tina Ceci e di Antonella Zaza di anni 37, Matilde Doronzo di anni 32 e Giovanna Sardaro di anni 36. Tutte donne, tutte giovanissime.

Però, parliamo di altro. Parliamo di quel quadro della Madonna dello Sterpeto (e chi è di Barletta sa chi è) che incombe su una parete, sospeso al chiodo da cui aveva assistito a tanti attimi di vita quotidiana. Nell’angoscia della morte di cinque vittime innocenti, mi piace pensare che quello sguardo d’Amore abbia impedito che il bilancio sotto le macerie fosse molto più alto, perché in effetti è quasi un miracolo che a quell’ora di punta e in quella strada centralissima non vi fossero passanti coinvolti. E questo è il primo pensiero.

Il secondo è che Barletta aveva già la sua ferita profonda, causata da un crollo che, nel lontano 1959, falciò 59 vittime innocenti nel cuore della notte. A distanza di anni, da piccola ricordo che la gente che viveva nei paraggi ancora raccontava di urla angoscianti e terribili levarsi improvvisamente dal silenzio. Suggestioni? Realtà? Sicuramente, il ricordo indelebile che riaffiora..

Ieri e oggi, insomma. Ma cos’hanno in comune questi due tragici episodi? Una cosa sola: la prevedibilità. Allora, il palazzo crollò per alcuni piani aggiunti contro ogni legge di stabilità; quello di oggi è crollato nonostante gli scricchiolii più volte denunciati. Perchè spesso nelle P.U. le priorità sono altre; almeno finchè non ci scappa il morto. E sono sicura che, già da oggi, l’Uff. Tecnico del Comune starà provvedendo a mettere in sicurezza le eventuali altre situazioni di pericolo presenti in città e a disporne la distruzione laddove non si può procedere diversamente.

Occorre sempre arrivare a questo? Non si riesce proprio a fare qualcosa ad un passo dalla tragedia? Un passo prima, intendo; non quello dopo.

Maria, oggi, evidentemente, doveva essere il tuo giorno. Una serie di circostanze e coincidenze si sono inanellate senza sosta e tu hai spento il fragore dei tuoi anni sotto quei massi e tra le briciole di intonaco. Ma non ti illudere, come spesso si dice in questi casi: la tua morte non servirà proprio a nessuno, perchè queste cose succedevano, succedono e succederanno sempre. Ma tu riposa in pace, piccolina. Riposa in pace.

Ah, un’ultima cosa: ho trovato, personalmente, disgustose le immagini che ritraggono lo straziante dolore dei genitori giunti sul posto. Quelle immagini non tolgono e non danno nulla di più alla descrizione di un attimo, ma feriscono la dignità di chi, in una manciata di istanti, ha visto la sua vita ridursi ad un cumulo di macerie e portarsi via la sua piccolina. Non so.. non credo sia giusto.. O forse mi sbaglio.

L’immagine di destra è tratta dal sito barlettalife.it

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1 Commento

Pubblicato da su 3 ottobre 2011 in Curiosità dal mondo

 

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Una risposta a “TRAGEDIE ANNUNCIATE. MA NESSUNO LE FERMA MAI PER TEMPO

  1. annitapoz

    4 ottobre 2011 at 18:33

    In queste brutte vicende, al dolore per le vite perdute si aggiunge la rabbia per il fatto che avrebbero potuto essere evitate, se chi di dovere avesse fatto il proprio dovere. Un abbraccio, Annita

     

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