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PAPA’ IN SALA PARTO: SI O NO?

05 Set

Partiamo dall’esperienza personale: mio marito non si è perso una sola fase di tutto il percorso che va dall’inseminazione propriamente detta fino al parto. E anche quelle successive. Per me, essendo alla mia prima esperienza, è stata importantissima anche la sua presenza al corso pre-parto, il vederlo partecipe, sentirgli rivolgere domande all’ostetrica. Il giorno del parto aveva una buona idea di ciò a cui saremmo andati incontro, anche se un’idea ben più precisa ce la siamo fatta entrambi solo dopo aver sfornato il nano, ma di questo argomento vorrei parlare in un secondo momento.

Torniamo al travaglio. Lui ha saputo perfettamente come assistermi, compreso quando mi sono serviti i suoi silenzi, o semplicemente una carezza di conforto. Durante il parto, mentre ululavo sdraiata sulla poltrona, lui ha avuto la forza di filmare gli istanti più emozionanti, quelli che ancora oggi quando li vedo mi provocano un brivido lungo tutta la schiena. Poi mi gridava che ero stata grande, che avevo fatto una cosa straordinaria. Poi, con le ostetriche è andato a fare il bagnetto al figlioletto, senza tralasciare di tornare spesso a carezzarmi. Nessuno avrebbe potuto fare quello che ha fatto lui. Del resto, una partecipazione così profonda ha fatto sì che quel suo figlio sia stato partorito anche un pò da lui. Molti, invece, credono ancora che il parto sia di stretta ed esclusiva competenza delle donne. Non è così, non può esserlo: se non sbaglio, per il concepimento occorrono due identità. Come si può pensare che, poi, per metterle al mondo possa bastare una sola? Certo, se il papà, per vari motivi, non può essere presente, o per caso fortuito o perchè semplicemente ha smesso di esserci, non è che per questo la donna non saprà affrontare quel delicato momento da sola.. Ma se c’è, il contributo che può dare è fondamentale.

Narrata l’esperienza personale, commentiamo. Al corso pre-parto, stamattina (il secondo lo sto seguendo, di tanto in tanto, da sola, perché, considerando che ho partorito solo un anno fa, non è l’esperienza che mi manca, ma mi piaceva l’idea di un nuovo confronto con altre donne), sentivo le perplessità in merito a questo dilemma. Roba del tipo: e se poi il papà non si riprende dal trauma? E se rimane talmente sconvolto da prendere le distanze anche da me? E se dovesse calare la libido?

Sarò sincera: succede. Sì, succede che, dopo aver assistito a tanta sofferenza, a tanto dolore, a come ci si riduce in quei momenti, l’uomo possa avere una sorta di rispetto reverenziale verso la propria donna, fino al punto di temere di toccarla. Poi, c’è anche un altro fattore: in quei momenti, si può arrivare a fare di tutto, dal rimettere al defecare, e per me che non oso fare neppure una puzzetta in resenza di mio marito (e viceversa) è stata davvero un saggio di grande intimità, e in quei momenti – credetemi! – non c’è spazio per l’imbarazzo, che invece è proprio l’ultimo dei pensieri.

Quindi, sì, succede che lui un pò prenda le distanze. Succede anche che la libido subisca una calo, ma non solo perchè lui vi ha viste in quello stato, ma anche e soprattutto perchè voi stesse avrete un crollo ormonale, e tutta quella bella volgia di sesso dei giorni precedenti al parto, per un pò andrà a farsi benedire. Ma è un periodo fisiologico che passa, e in fretta. Noi, nonostante i punti e i dolori terribili del post-parto, abbiamo ripreso ad avere rapporti completi dopo pochissimi giorni; questo a sfatare i timori di chi pensa che, da quel momento in poi, l’uomo non ci desidererà più.

In compenso, lui ha “partorito” un pò il nostro bambino, ha con lui un rapporto di complicità fin dal primo istante, anche perchè, avendo richiesto la camera privata in ospedale, ha addirittura dormito con noi e non ci siamo separati mai. Durante la notte, pazientemente, me lo porgeva ogni volta in cui un suo vagito ci diceva che aveva fame e che era ora di ricongiungersi alla sua mamma, che comunque non gli faceva mai mancare il suo calore attraverso baci e carezze costanti.

Quindi, in conclusione, sì, assolutamente sì: se il papà c’è, è bello che ci sia. Anzi, è straordinario. E vi accorgerete da sole che il suo Amore è tutto ciò che vi serve per superare ogni paura..

 
1 Commento

Pubblicato da su 5 settembre 2011 in La cura dei cuccioli

 

Una risposta a “PAPA’ IN SALA PARTO: SI O NO?

  1. Ines

    6 settembre 2011 at 20:06

    🙂

     

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