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ANCHE I TORI, NEL LORO PICCOLO, S’INCAZZANO

16 Ago

Raton è diventato famoso per via del triste primato di aver fatto fuori tre vittime in arena. Beh, di che cosa ci vogliamo stupire? Stiamo parlando di un popolo evoluto, ma che vuol rimanere ancorato ad una tradizione tribale, che contempla che un povero animale offuscato nei sensi venga barbaramente colpito a morte da un coraggioso torero. Ma ci sorprende il fatto che questo toro, in dieci anni di vita, si sia tanto incattivito da arrivare ad uccidere addirittura tre persone. L’ultima, un 30enne ubriaco che aveva cercato di sfidarlo. E lui, Raton, si è incazzato e l’ha sventolato per aria a bordo delle sue sonore corna.

Cosa c’è che non va? Se non si vuole mettere fine a questa barbarie, perchè dobbiamo accettare che faccia notizia quando muore un essere umano se non la fa le volte in cui, invece, a morire, è il toro? Senza un motivo, senza una ragione se non quella dello spettacolo, della folla ululante e festosa, del brivido di riuscire a tener testa ad una bestia potente..

Il mio pensiero è: va bene, manteniamo questa forma di folklore tribale, ma a patto che una legge impedisca di drogare quei poveri animali. Facciamo sì che toro e torero combattano ad armi pari. Quando il numero di vittime umane diventerà copioso, forse qualcuno inizierà a pensare se ne valga ancora la pena.

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Pubblicato da su 16 agosto 2011 in Come la penso su...

 

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