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ANCORA QUALCHE LIBRO

14 Ago

Personalmente, credo sia bene non fare troppo i selettivi quando si tratta di scegliere un libro piuttosto che un altro, uno o l’altro autore. Ognuno ha qualcosa da dare, da trasmettere, da insegnare. Ognuno, a modo proprio, sa catturare o respingere il suo lettore; e questa opportunità non andrebbe negata a nessuno, soprattutto a se stessi.

Per esempio, dopo una carrellata di nomi di scrittori di spessore, ora sto per farvi quello di Fabio Volo. Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma vi dico che letto in estate, quando non si vuole nulla di impegnativo, quando si cerca un genere veloce ma, nel contempo, frizzante, un pò romantico e con un tantino di eros, anche lui, con il suo “Un giorno in più” ci sta benone.

Di contro, il tempo che ho perso appressoa “Gomorra” oggi so che avrei fatto bene ad impiegarlo per altro. Tant’è che non sono neppure riuscita a finirlo. Per carità, riconosco al suo autore la grande dose di coraggio iniziale, ma poi ha scelto di trasformarsi in un personaggio, di sedersi in cattedra e fare il tuttologo: diciamo che tutto ciò stride con quanti, ogni giorno, con immensa umiltà e nel più assoluto silenzio, le mafie le combattono davvero. Lui, a parer mio, è andato bene fino ad un certo punto: fino al punto in cui ha voluto che certe dinamiche venissero allo scoperto e fossero note a tutti; poi, si è storto.

“Venuto al mondo”, di Margaret Mazzantini. Lo avete letto? Donne, soprattutto voi. Beh, se non l’avete fatto, ve lo consiglio vivamente. Una storia che nasce piano. Un personaggio simile ad una zanzara, così come lo descrive lei: esile peperino innamorato. Che farà un percorso tortuoso, fino a… ad una svolta che io, almeno io personalmente, non avrei mai immaginato. Tra l’Italia e la Bosnia. Ve lo consiglio.

Se avete voglia di incazzarvi, e di farlo seriamente, leggete “Rapita dalla giustizia”, di Angela L. Una storia vera, ma talmente vera da sembrare di essere una pura invenzione, perchè si spera sempre che la realtà non possa arrivare a tanto. Invece lo ha fatto. E quel che più mi colpiva nel leggere quelle pagine è la consapevolezza, che si andava sempre più inspessendo, pagina dopo pagina, che quella terribile storia sarebbe potuta, o potrebbe accadere, a chiunque. Era una bambina di 6 anni che viveva in una famiglia felice, ma un giorno, a causa di dichiarazioni, del tutto inventate, da parte di una cugina adolescente, fu portata via improvvisamente dagli assistenti sociali in una località protetta. Un calvario. Agghiacciante. Si legge velocemente, vi sconvolgerà.

Gianrico Carifiglio è un magistrato che si diletta a scrivere gialli con una certa sponda di ilarità. “Le perfezioni provvisorie” è uno di questi. Da leggere anche questo in estate, magari sotto l’ombrellone. Senza troppe pretese.

“Singolare femminile” di Sveva Casati Modigliani

 
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Pubblicato da su 14 agosto 2011 in Recensioni

 

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