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UN NUOVO ANGELO IN CIELO

08 Ago

Da quando aveva aperto gli occhi al mondo, non aveva potuto far altro che combattere, sospesa tra la
vita e la morte. Fino a ieri, quando il suo cuoricino di appena un anno si è fermato per sempre. La cicogna aveva scelto per lei una famiglia serena, allietata già dalla presenza di un’altra sorellina di pochi mesi, nata con un cesareo. In medicina, si sa, esistono sempre almeno due scuole di pensiero, che sostengono l’una il tutto e l’altra il suo esatto contrario. E così si dice che se una donna è già stata sottoposta ad un cesareo, sarebbe buona cosa che anche  il secondo figlio nascesse da un cesareo; ed è ciò che sostengono anche le linee guida, sorta di vademecum messo a punto per tentare di salvare un po’ il sedere ai medici. Poi, esiste, però, la corrente inversa, secondo la quale non è affatto detto che anche il secondo debba nascere mediante cesareo e che si può, invece, anche scegliere di partorire secondo natura. E fu così che quando
quella mamma giunse in ospedale in preda alle doglie, il suo medico pensò che non fosse affatto il caso di sottoporla a cesareo, e attese. Attese. Attese… Finché, messo sotto sforzo, il suo utero, letteralmente, esplose. Riuscirono a salvare un po’ capre e cavoli, nel senso che la bimba nacque, ma con elettroencefalogramma piatto, e alla mamma asportarono via l’utero e un gran pezzo di cuore. Il resto, se n’è andato via con la sua bambina ieri…

Non è mia intenzione, sia ben chiaro, criticare le scelte di un medico. Per carità! Ma mi chiedevo come si fosse giunti a questo, come fosse possibile che per un secondo parto fatto a distanza di così poco tempo si sia preferito scegliere la strada della “Natura”. Che in questo caso è equivalso a dire “fare lo splendido sulla pelle degli altri”.

Personalmente, credo sia meraviglioso poter evitare quelle strade moderne che, spesso, facilitano la vita ma che tolgono sapore all’evento. Io per prima, quando il mio bambino si era posizionato da podalico, scelsi di sottopormi all’agopuntura, nella speranza che lui si girasse e io potessi affrontare un parto naturale. Lui si girò, io partorii “con dolore”, come Natura vuole, e l’emozione di quegli attimi, vissuti così intensamente, a mio modestissimo parere, nulla può avere a che vedere con quella di un cesareo. Ma esiste una linea di confine che non può essere superata se si rischia di mettere a repentaglio la vita. Tirare
la corda fino al suo massimo; corda che, purtroppo, in questo caso si è drammaticamente spezzata. Senza neppure dare la possibilità, tra poco o molto tempo, di rifarsi sul dolore, tentando una nuova gravidanza.

Talvolta occorre buon senso nelle scelte. In questo caso, forse, non ce n’è stato abbastanza. Forse. Ormai poco conta. Quel che conta è che in Cielo c’è un Angelo in più e che il cuore di una madre, oltre a quello di un padre e di tutti i loro cari, è stato passato in un tritacarne.. Amen.

 
1 Commento

Pubblicato da su 8 agosto 2011 in Curiosità dal mondo

 

Una risposta a “UN NUOVO ANGELO IN CIELO

  1. Annita

    8 agosto 2011 at 18:45

    Che amarezza! Condivido pienamente il tuo pensiero.

     

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