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TELECAMERE ALL’INTERNO DEI NIDI: SI O NO?

04 Ago

 Leggevo su un giornale di mamme e pupi che, alla luce dei più recenti e sconcertanti fatti di cronaca, alcuni asili in Italia stanno offrendo ai genitori un servizio assolutamente innovativo: la possibilità di collegarsi in qualsiasi momento da casa e vedere cosa sta facendo il proprio cucciolo.

Ma è giusto? Immaginavo una scena: il bimbo viene lasciato per qualche minuto a piangere, per un banale capriccio e non per una fondata necessità, nel suo seggiolone. Cose che succedono, cose che – tra l’altro – aiutano il bambino a capire che, talvolta, tocca sapere aspettare il proprio turno. Ma in quel preciso istante la mamma un pò apprensiva si collega e vede il suo nanetto piangere: il suo cuore va in frantumi e in lei si insinua il sospetto che in quel posto non sono sufficientemente in grado di prendersi cura di lui. E magari va a riprenderselo come una disperata che ha assistito ai più strazianti maltrattamenti della sua pulce. E’ giusto?

No, io francamente non lo ritengo giusto. E’ vero, la cronaca ci ha terrorizzati e quella, purtroppo, è un’età in cui il bimbo non sa spiegare – quantomeno a voce – quello che eventualmente di brutto subisce. A voce.. perchè, invece, un bimbo parla moltissimo, e forse il primo passo per superare serenamente certi incubi dovrebbe essere quello di saperlo “ascoltare”, “leggere”, “interpretare”.

Ma per un controllo più serrato, io avrei un’altra idea: installare le telecamere in tutti gli asili, indistintamente, e fornire alle forze dell’ordine la possibilità, in qualunque momento e a seguito di una scelta assolutamente random, di accedere e verificare. Il carabiniere che si collega e che non ha legami con un bimbo piuttosto che con un altro, saprà valutare se sussistono serie forma di maltrattamenti, oppure se qualche lacrimuccia rientra nell’ordine del fisiologico.

Consentire, invece, l’accesso ai genitori potrebbe non solo scatenare strane psicosi, ma anche instaurare tensioni inopportune con le maestre, magari fermamente convinte di saper fare il proprio mestiere e di saperlo fare bene.

Personalmente, quando accompagno il nano al nido, non voglio sapere quello che accade dietro la porta bianca che separa la sala d’attesa da quella di soggiorno dei bimbi, e non certo perchè non m’interessa, ma solo perchè mi fido delle maestre e vedo con quanto entusiasmo e quanta allegria lui non veda l’ora di entrare. Cosa potrebbe dirmi di più una telecamera? 

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2 commenti

Pubblicato da su 4 agosto 2011 in La cura dei cuccioli

 

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2 risposte a “TELECAMERE ALL’INTERNO DEI NIDI: SI O NO?

  1. annitapoz

    4 agosto 2011 at 17:15

    Concordo pienamente con quanto tu scrivi e trovo molto intelligente l’idea d’installare telecamere, indistintamente attraverso cui posso accedere a random le forze dell’ordine, anche se, vista la situazione economica e i tagli continui al settore educazione-istruzione, non so quanto possa essere percorribile questa strada. Un altro motivo per cui non è giusto trasformare asili nido e scuole in una sorta di Grande Fratello per i genitori è quello per cui non verrebbe rispettata la privacy, in quanto tutti potrebbero osservare anche i figli altrui e già immagino i commenti tra mamme, i litigi tra famiglie per ciò che “tizio” ha fatto a “caio”. Io sono insegnante di scuola dell’infanzia ma ho lavorato anche per un certo periodo in un nido, al quale ho poi affidato mia figlia in tutta fiducia e serenità (quando io già non lavoravo più nella struttura), sapendo che avrebbe ricevuto la giusta attenzione, gli giusti stimoli a crescere, a socializzare. Mia figlia ha sempre accettato entusiasta questo ambiente educativo. Purtroppo persone sbagliate nel posto inadatto a loro ci sono in tutti gli ambienti di lavoro; mi auguro però che situazioni penose, come quelle sentite in certi fatti di cronaca siano sempre un’esigua minoranza nel mondo della scuola.

     
    • a casa di palma

      5 agosto 2011 at 06:08

      Allora, quale parere più “autorevole” del tuo?! Io, invece, appartengo al comparto Sicurezza, e conosco bene i tagli e i loro inevitabili effetti. Solo che, dicevo, tra le due, io non affiderei mai questo strumento di controllo alle mamme: le mamme, appunto, sono dotate di “altri strumenti di controllo”, ed è solo a quelli che devono far riferimento. Poi, per le maestre più esagitate, il fatto di sapere di poter essere “spiate” in qualsiasi momento, già costituirebbe un buon deterrente a porre in essere certi comportamenti. Però, il fatto che alcuni asili si stiano già dotando di questo servizio fa capire che, evidentemente, una certa ripercussione determinata dall’allarme sociale c’è stata. E’ solo che io, come te, non credo possa essere questa la soluzione, anzi foriera di altre, ulteriori, e non meno preoccupanti, conseguenze..
      PS: ho creato una pagina “A casa di Palma” su FB, se vuoi puoi iscriverti anche lì. Saluti e a presto, spero!

       

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