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CREMAZIONE E LIBERTA’

02 Ago

Qualche giorno fa è morta una persona che conoscevo; questi aveva chiesto di poter essere cremato, e i parenti si son dovuti adoperare per realizzare questo suo desiderio. Saggio desiderio.

E sì, perchè io, dei cimiteri, proprio non capisco il senso. Certo, sono luoghi dove regna il ricordo e la pace, ma ho sempre fermamente creduto che lì dentro non ci sia nulla che appartenga a chi ci è appartenuto. Cioè… ho perso un nonno che adoravo ben 20 anni fa, e l’altra poco più di due; non c’è giorno in cui, per un motivo o per un altro, nonostante il tempo trascorso, il mio pensiero non voli a loro. La nonna la sogno ancora nei momenti difficili, mi abbraccia, mi sveglio al mattino con la sensazione del suo calore e del suo affetto. Eppure, non so neppure dove sia la sua tomba, in quale parte del cimitero.

Senza pensare che l’idea di andare a nutrire un mucchio di vermi non è esattamente la mia più alta aspirazione. Ma non è questo il punto: quando sarò sicura di non respirare più, poco o nulla m’importerà di ciò che è terreno. O almeno credo.

Allora, ne parlavo con mio marito.. dicendogli chiaramente che la mia volontà, il mio desiderio, un domani, tra cent’anni (ho intenzione di campare a lungo, con la speranza, soprattutto, di campare bene) è quello di farmi cremare. E poi disperdere le mie ceneri in un posto bello, non so ancora quale; non ho neppure pensato se mare o montagna. Magari entrambi, così non mi farei mancare nulla manco da morta. Lui ha ribattuto che il mio è un desiderio egoistico, perchè in questo modo non darei ai figli neppure la possibilità di piangermi. Io, invece, penso che i miei figli capiranno: capiranno che la loro mamma l’idea di rimanere schiacciata da una lapide di marmo proprio non la sopportava; capiranno che i fiori non amava riceverli in vita (perchè li adorava a tal punto da non poter sopportare di vederli appassire in un vaso), figurarsi da morta; capiranno che per “sentirla” vicina, per confortarsi nel suo ricordo, non servirà tornare in un posto, ma semplicemente ripensare a lei in qualunque parte del mondo di trovino.

Viviamo una vita intera di catene e costrizioni: almeno da morti sarebbe bello sentirsi e rendere anche gli altri finalmente liberi..  

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Pubblicato da su 2 agosto 2011 in Come la penso su...

 

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