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RECENSIONI GENERICHE SU LIBRI SPARSI

29 Lug

Finora, quelli censiti che ho letto sono 115. Molti, letti prima di iniziare ad elencarli, forse non li ricordo neppure. Negli anni, ho scelto qualunque cosa, quasi qualunque genere, e quasi sempre li ho letti fino all’ultima pagina; di alcuni, non ce l’ho fatta e li ho mollati prima. Di contro, ce ne sono stati altri che avrei letto all’infinito. E di cui vi parlerò un pò più dettagliatamente.

Come molte donne, andavo matta per Isabel Allende, ma trovo che sia rimasta impigliata in un vortice che oramai le impedisce chiaramente di tirarsi fuori dalle sue solite storie. I suoi racconti erano galoppate fantastiche; ora sono diventati troppo uguali a se stessi. Un pò meno scontato è stato Gabriel Garcia Marquez, che sa spaziare tra personaggi di ogni sorta e ha lo stesso approccio frizzante e coinvolgente della Allende. Ciò che mi affascina di entrambi, comunque, è il magico legame col passato.

Del “Il ritratto di Dorian Gray”, di Oscar Wilde, trovo geniale il fatto che un quadro invecchi. Ma più di tutto, questo libro è riuscito a farmi apprezzare la poesia del tempo che passa e che si deposita nel solco di una ruga. Magari un domani mi aiuterà ad essere un tantino diversa da quelle donne patetiche, che non accettano il tempo che scorre via e si fanno manomettere dal chirurgo, fino a sembrare tutte uguali: ridicolissimi palloni gonfiati.

“Il piccolo Principe”, che tutti dovrebbero aver letto, e che si dovrebbe insegnare a scuola, è indispensabile per recuperare il fanciullino che è in ognuno di noi e che Pascoli tanto invocava. Se ristabilissimo un contatto con questa componente preziosa e vitale, riusciremmo meglio a gestire molti stress, certamente dettati dal fatto che, spesso, prendiamo stupide banalità troppo seriamente, e intanto perdiamo di vista quel che conta davvero..

Volete viaggiare? Ma volete proprio fare un bel viaggio? Comprate e leggete – tutto d’un fiato – “Un indovino mi disse”, di Tiziano Terzani. Lo scettico che sceglie di avvicinarsi ad un mondo troppo lontano e diverso dal suo, quasi per convincersi di quanto questo sia fasullo, ma che ad un tratto, quasi senza accorgersene, scivola attraverso uno stargate e..

Il libro più allucinante che abbia mai letto, e di cui sono arrivata alla fine solo perchè speravo fosse una montatura e che nascondesse un finale a sorpresa e tale da farmi ricredere su tutto il resto, è stato “Fiesta” di Heminghway. Terribile. Ma questo è solo il mio punto di vista. Forse perchè non amo la vita fasulla di quei personaggi, né sono riuscita a cogliere il significato che l’autore voleva trasmettere.

Un significato che, invece, ho carpito a distanza di molto tempo è stato quello del libro “Il processo” di Kafka. Lo capisci quando, nella vita, ti ritrovi a vivere situazioni talmente paradossali da sembrare finte. All’epoca, quel libro mi aveva fatto un pò paura; oggi, so che la realtà, talvolta, può addirittura superare la fantasia.

Qualcuno se la prenderebbe a male se dicessi che ho trovato noioso e scontato “L’alchimista” di Coelho? Forse, ma è andata proprio così. In compenso, però, mi sono ripromessa di rileggerlo, per vedere se, a distanza di anni, qualcosa è cambiata. Vi farò sapere.

Per ora mi fermo qui. Mi piacerebbe conoscere le vostre preferenze, ma non mi offenderò se nessuno mi scriverà.  🙂

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7 commenti

Pubblicato da su 29 luglio 2011 in Recensioni

 

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7 risposte a “RECENSIONI GENERICHE SU LIBRI SPARSI

  1. annitapoz

    31 luglio 2011 at 13:59

    Ho letto e concordo con te su Garcia Marquez, Terzani, Antoine de Saint-Exupéry, di Coelho ho letto qualcos’altro di cui non ricordo il titolo ma ne ho ricevuta una buona impressione. Non ho letto Allende. Sto leggendo Sergio Bambarén “Il vento dell’oceano” che trovo stupendo e prossimamente leggerò “Delfini” di Banana Yoshimoto (ne avevo letto alcune pagine ad una maratona di lettura e mi avevano affascinato). Alti autori che ho amato: Erri De Luca (In nome della madre), David Grossman (Il sorriso dell’agnello). Comunque prediligo la poesia: Emily Dickinson, Neruda, Luzi…

     
  2. a casa di palma

    1 agosto 2011 at 18:39

    Dunque, se non hai letto Allende, ti posso consigliare io qualcosa: innanzitutto, quello che è considerato il libro suo più riuscito, che è “Il piano infinito”. Poi, se sei una donna pratica, ma che non disdegna la sensualità e crede nell’indissolubile connubio sesso-cibo e nel fatto che da questo possano scaturire intrighi capaci di rinnovare entusiasmi sopiti, ti consiglio assolutissimamente “Afrodita”.
    Di Erri De Luca avevo letto, molti anni fa, “In alto a sinistra”, e ricordo che per il perbenismo mio di quell’epoca mi era parso un pò troppo.. 😀
    La poesia credo sia una cosa che sgorga talmente dal cuore, che narra un vissuto personale, che difficilmente può essere intesa da chi è fuori di te. Talvolta ne scrivo e mi piacciono, ma raramente resto rapita da quelle altrui… che magari sento belle e distanti. Ma se me ne volessi suggerire qualcuna che valga la pena leggere, lo farei volentieri. Magari, di contro, te ne manderò qualcuna di qualche autore meno conosciuto, che mi è piaciuta proprio tanto..

     
    • annitapoz

      1 agosto 2011 at 21:12

      Grazie dei suggerimenti su Allende; per quanto riguarda la poesia è vero che può narrare vissuti molto intimi, personali, questo tuttavia non preclude un’interpretazione soggettiva: ognuno può ritrovarvi significati, emozioni e messaggi che gli si addicono. Sarebbe troppo facile proporti la lettura della mia silloge “Nuvole di zucchero”, però vedrò di non scegliere la cosa più facile. Ti trascriverò appena le avrò sottomano alcune poesie di autori poco noti che mi hanno colpito. A presto!

       
  3. Annita

    10 agosto 2011 at 13:48

    Avevo detto che ti avrei trascritto delle poesie, poi ho pensato che senza autorizzazione dell’autore potevano esserci problemi, per cui ti segnalo qualche sito in cui ho trovato delle buone poesie http://www.galassiaarte.it/Poesie/poesie.html
    http://www.paroledautore.net/poesie/italiane/emergenti/giuliana-indice.htm ma ce ne sono talmente tanti che è difficile orientarsi tra i siti di poesie.

     
  4. Annita

    10 agosto 2011 at 18:15

    Annita e annitapoz ovviamente sono la stessa persona, la differenza di nick e avatar
    dipende solo dal pc che sto usando. Ciao, ciao!

     
  5. a casa di palma

    11 agosto 2011 at 05:27

    Certo, lo avevo capito! 😉
    Darò un’occhiata ai siti, ma quello che mi piacerebbe è che tu mi indicassi …non so.. qualche titolo di Neruda o di Maraini o di altri, che magari ti cattura di più.
    Per esempio, io trovo che siano poesia molte canzoni, tra cui “Tutto l’amore che ho” di Jovanotti, che secondo me andrebbe insegnata nelle scuole al posto di autori che, ormai, fanno parte di un passato troppo scollato e lontano dalle nostre ultime generazioni..
    Se riesci, mi piacerebbe.

     
  6. annitapoz

    11 agosto 2011 at 10:08

    Ti trascrivo alcune poesie che mi piacciono particolarmente, (sono visibili in vari blog)
    Alda Merini
    L’ANIMA
    Che grande scultore sei tu
    che hai scolpito il tuo volto di pietra
    tra le mie braccia
    e ormai amore morto
    mi sei diventato figlio
    ti tengo sulle ginocchia
    e piango perché il ricordo di te
    mi pesa come un sepolcro.

    NON HO BISOGNO DI DENARO.
    Ho bisogno di sentimenti,
    di parole, di parole scelte sapientemente,
    di fiori detti pensieri,
    di rose dette presenze,
    di sogni che abitino gli alberi,
    di canzoni che facciano danzare le statue,
    di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
    Ho bisogno di poesia,
    questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
    che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

    I POETI LAVORANO DI NOTTE
    I poeti lavorano di notte
    quando il tempo non urge su di loro,
    quando tace il rumore della folla
    e termina il linciaggio delle ore.
    I poeti lavorano nel buio
    come falchi notturni od usignoli
    dal dolcissimo canto
    e temono di offendere Iddio.
    Ma i poeti, nel loro silenzio
    fanno ben più rumore
    di una dorata cupola di stelle.

    Pablo Neruda
    da Il Fromboliere Entusiasta: XVII SONETTO

    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
    o freccia di garofani che propagano il fuoco:
    t’amo come si amano certe cose oscure,
    segretamente, tra l’ombra e l’anima.
    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
    dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
    il concentrato aroma che ascese dalla terra.
    T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
    t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti
    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

    da Cento sonetti d’amore: MI PIACI QUANDO TACI

    Mi piaci quando taci perché sei come assente,
    e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
    Sembra che gli occhi ti sian volati via
    e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
    Poiché tutte le cose son piene della mia anima
    emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
    Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
    e rassomigli alla parola malinconia.
    Mi piaci quando taci e sei come distante.
    E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
    E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
    lascia che io taccia col tuo silenzio.
    Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
    chiaro come una lampada, semplice come un anello.
    Sei come la notte, silenziosa e costellata.
    Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
    Mi piaci quando taci perché sei come assente.
    Distante e dolorosa come se fossi morta.
    Allora una parola, un sorriso bastano.
    E son felice, felice che non sia così.

    Nuda sei semplice (Cento sonetti d’amore, XXVII)

    Nuda sei semplice come una delle tue mani,
    liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
    hai linee di luna, strade di mela,
    nuda sei sottile come il grano nudo.
    Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
    hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
    nuda sei enorme e gialla
    come l’estate in una chiesa d’oro.
    Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
    curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
    e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
    come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
    la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
    e di nuovo torna a essere una mano nuda.

    La poetessa che prediligo, in assoluto è Emily Dickinson (qui trovi la pagina del mio blog che riporta alcune delle sue poesie http://annitapoz.wordpress.com/tra-le-pagine-di-emily/ )

    Non so poi se hai mai letto qualcosa di Antonia Pozzi, ti trascrivo le mie preferite di questa poetessa:

    VOCE DI DONNA

    Io nacqui sposa di te soldato.
    So che a marce e a guerre
    lunghe stagioni ti divelgon da me.

    Curva sul focolare aduno bragi,
    sopra il tuo letto ho disteso un vessillo –
    ma se ti penso all’addiaccio
    piove sul mio corpo autunnale
    come su un bosco tagliato.

    Quando balena il cielo di settembre
    e pare un’arma gigantesca sui monti,
    salvie rosse mi sbocciano sul cuore;
    Che tu mi chiami,
    che tu mi usi
    con la fiducia che dai alle cose,
    come acqua che versi sulle mani
    o lana che ti avvolgi intorno al petto.

    Sono la scarna siepe del tuo orto
    che sta muta a fiorire
    sotto convogli di zingare stelle.

    BELLEZZA

    Ti do me stessa,
    le mie notti insonni,
    i lunghi sorsi
    di cielo e stelle – bevuti
    sulle montagne,
    la brezza dei mari percorsi
    verso albe remote.

    Ti do me stessa,
    il sole vergine dei miei mattini
    su favolose rive
    tra superstiti colonne
    e ulivi e spighe.

    Ti do me stessa,
    i meriggi
    sul ciglio delle cascate,
    i tramonti
    ai piedi delle statue, sulle colline,
    fra tronchi di cipressi animati
    di nidi –

    E tu accogli la mia meraviglia
    di creatura,
    il mio tremito di stelo
    vivo nel cerchio
    degli orizzonti,
    piegato al vento
    limpido – della bellezza:
    e tu lascia ch’io guardi questi occhi
    che Dio ti ha dati,
    così densi di cielo –
    profondi come secoli di luce
    inabissati al di là
    delle vette –

    PUDORE

    Se qualcuna delle mie povere parole
    ti piace
    e tu me lo dici
    sia pur solo con gli occhi
    io mi spalanco
    in un riso beato
    ma tremo
    come una mamma piccola giovane
    che perfino arrossisce
    se un passante le dice
    che il suo bambino è bello.

    Spero ti piacciano, ciao, Annita

     

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