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UN AUTOREVOLE PARERE SULLO SVEZZAMENTO: IL MIO

24 Giu

In dieci mesi di esperienza ho letto di tutto e il contrario di tutto, così come tutto mi è stato detto e sistematicamente smentito. Così ho imparato ad affidarmi all’unico strumento utile per scegliere il meglio per mio figlio: una discreta dose di istinto.

Facciamo un pò il punto. Finché il pupo beve latte, nulla è più semplice. Poi si inizia a “svezzare”. Come? Da cosa? Per quanto? Cosa evitare? A mio modesto parere, il primo passo deve riguardare la forma del mezzo: fino a questo momento era stato il biberon o la sisa della mamma; ora deve diventare un cucchiaino.

E’ perfetta la frutta, mela omogeneizzata, una volta al giorno, giusto il tempo di familiarizzare un pò con una nuova consistenza.

Poi, si passa al brodo vegetale, avendo cura di inserire, gradatamente, un nuovo elemento per volta, così da riscontrare eventuali intolleranze. Brodino filtrato con qualche cucchiaio di semolino e un pò di olio e parmigiano, e a seguire un vasetto di frutta lo accompagneranno per un pò, mentre il secondo pasto resta di latte. Altri, invece, sostengono che fin dalla prima pappa dovrebbe essere aggiunto l’omogeneizzato di carne: secondo me, pura follia!

L’omogeneizzato di carne, invece, andrebbe messo nella prima pappa quando si inizia a sostituire quella serale con il brodo vegetale. Tutto molto lentamente, ma con perseveranza, osservando gusti e reazioni del piccoletto.

Sempre restando in tema di omogeneizzato, qualcuno sostiene che non andrebbe dato, che sarebbe il caso di iniziare direttamente con la carne; secondo altri, invece, la carne sarebbe più difficile da digerire e, comunque, gli omogeneizzati seguirebbero una trafila altamente controllata. A mio modesto parere, siccome non conosciamo nè la provenienza della mucca nè quella della cugina finita nel vasetto, l’ideale sarebbe un congruo periodo di omogeneizzato e, pian piano, sostituire con carni fresche prese dal macellaio di fiducia.

Arriva un momento in cui il bambino inizia a desiderare nuove consistenze. Qualche fettina di prosciutto cotto (e non vi venga in mente quello crudo, così come invece consigliava la mia pediatra) tagliato sottilissimo e spezzettato saranno certamente gradite!

Pesce. Non commettete lo stesso mio errore di pensare che, fin dalla prima volta, mangi garbatamente un’intera soglioletta.. Iniziate con un brodo vegetale in cui far cuocere il pescetto. Io ne ho trovato un tipo buonissimo, spinato fresco, molto polposo e gustoso, ma non c’è verso di ficcarmi in testa il suo nome. Piano piano, il piccoletto inizierà a gustarne qualche pezzettino prima che gli serviate la pasta, e con un pò di tempo e di pazienza inizierà a gradirlo.

Per la carne è un pò più complicato, perchè la sua natura di per sè stopposa ne rende difficile la deglutizione in un cucciolo che non sa ancora masticare. Stando alla mia pediatra, avrei iniziato a dargli delle fettine di prosciutto crudo, ma ammetto che, dopo averci provato una sola volta e aver sudato freddo per tutto il tempo, ho desistito, pensando semplicemente che per lui non sia ancora giunto il momento.

Dopo un pò di mesi, credo sia fondamentale abbandonare completamente, seppur gradualmente, gli omogeneizzati. Vedrete come gradirà la frutta passata! E così, pian piano, anche tutto il resto.

E ora, poche regole che ho fatto mie.

1. Ci sono due scuole di pensiero, nettamente opposte: una che ti dice che se non gli fai mangiare tutto entro l’anno, certamente svilupperà delle intolleranze agli alimenti a cui non è abituato. L’altra, invece, ti dice che le intolleranze le svilupperà se entro l’anno gli avrai fatto mangiare prodotti c.d. “allergizzanti”. Nell’impossibilità di assecondarle entrambe, ho cercato una mediazione: provare a dare tutto, sempre badando bene ai ritmi del bambino, seppur somministrando con maggior moderazione i cibi a rischio.

2. Il mondo, per il bambino, è una continua scoperta. Compreso quello gastronomico. Lui ha bisogno di assaporare, seppure una puntina, di ciascun gusto. Certo, non è che tutti debbano appassionarsi all’acqua tonica come fa il mio, ma renderli partecipi delle nostre esperienze di gusto li proietta verso una propensione alla varietà.

3. Latte in polvere? Fino a quando? Beh, anche qui si aprirebbe uno scenario senza fine, combattendo alacremente tra la necessità di fornire al bambino più ferro e quella di privarlo di sbobbe che contengono chissà che. Secondo me, dal momento in cui il bambino integra bene la sua razione di ferro quotidiana, si può passare al latte fresco, sottraendosi alla speculazione di cui, purtroppo, siamo vittime.

4. Non esagerare con i prodotti “bio”. Purtroppo, oggi il mondo non è biologico per niente, per cui sarebbe bene che facessero i conti con la realtà, seppur cercando in questa quanto più possibili ampi margini di genuinità. Cioè.. se devo comprargli una mela bio, ma rimanere col dubbio che al campo limitrofo abbiano utilizzato anticrittogamici a volontà, gli compro una mela normalissima, seppur badando a lavarla bene. Ma se chiede una merendina unta di grassi e chissà che, magari gli faccio una buona crostata al cioccolato..

Per il momento, non mi viene altro in mente, ma mi piacerebbe da matti uno scambio di idee!  😀

 
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Pubblicato da su 24 giugno 2011 in La cura dei cuccioli

 

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